25 luglio 2021
Aggiornato 13:00
Cronaca. Caso Cucchi

Rizzoli (Pdl): «Stefano Cucchi era morto da un'ora quando è stato trovato»

«Perciò la rianimazione è stata inutile»

ROMA - Stefano Cucchi era morto da più di un'ora quando gli infermieri sono andati a svegliarlo. E' la conclusione a cui è giunta la deputata del Pdl Melania Rizzoli, che questa mattina ha visitato il reparto detentivo dell'ospedale Pertini di Roma insieme a quattro colleghi onorevoli. Presentando le conclusioni del sopralluogo a Montecitorio, Rizzoli, che esercita la professione di medico ospedaliero, ha spiegato che doveva essere necessariamente morto da tempo, se le tecniche di rianimazione non hanno sortito alcun effetto.

«Credo - ha detto Rizzoli - che sia stato sottovalutato lo stato di salute di Stefano. E' stato talmente sottovalutato che non solo i medici non prevedevano la morte, e non lo ritenevano in pericolo, tanto che il paziente è stato trovato morto. Non è morto - ha sottolineato - con i medici accanto che cercavano di rianimarlo. Sono gli infermieri che sono andati a svegliarlo al mattino che lo hanno trovato morto. Hanno provato a rianimarlo con tecniche rianimatorie che, qualora venissero applicate su un paziente appena morto, soprattutto su un paziente giovane, di 30 anni, avrebbero effetto immediato. In questo caso evidentemente il paziente era morto da più di un'ora e quindi ogni tentativo di rianimazione è stato perfettamente inutile. Noi vogliamo sapere la causa di morte di Stefano. Le percosse non hanno provocato lesioni mortali. Perciò non sappiamo di cosa è morto».

«Nella diaria quotidiana - ha proseguito la parlamentare - c'è scritto più volte che il paziente rifiutava di bere e di mangiare. Fino a pochi giorni prima, però, andava in palestra. Si allenava, mangiava e beveva e a 31 anni non si muore in quattro giorni per sospensione del cibo e dell'idratazione. E poi non è il caso di Stefano, perché comunque aveva bevuto succhi di frutta, risulta anche aver mangiato della cioccolata».