20 gennaio 2021
Aggiornato 07:30
Cronaca. Caso Cucchi

Il supertestimone: ho sentito Stefano piangere e rumori di calci

Il teste: «L'ho visto trascinare in cella». Ma gli avvocati frenano

ROMA - Ha visto trascinare Stefano Cucchi nella cella. Ha visto la parte finale del pestaggio subìto dal giovane, avvenuto nel corridoio delle camere di sicurezza del tribunale di Roma. «E' durato non oltre un minuto, potrei riconoscere una guardia», ha spiegato. E' durato poco più di due ore l'incidente probatorio di Y.S., cittadino del Gambia di 31 anni, davanti al gip Luigi Fiasconaro. E' lui il primo testimone trovato dalla Procura, che indaga sulla morte di Cucchi. Nel fascicolo sono indagati tre agenti della penitenziaria e altrettanti medici dell'ospedale Sandro Pertini.

La versione ribadita davanti al giudice dall'immigrato ha solo «parzialmente confermato» il quadro che era stato ricostruito nell'interrogatorio reso agli inquirenti. Y.S., in pratica, oggi ha spiegato di aver sentito il rumore di una persona che cade e di calci dati sulle porte di ferro, poi del vociare, di soggetti che parlano con tono basso. Poi ancora rumore di calci e di pianto in modo quasi sovrapposto. A quel punto, dopo «non oltre un minuto», vede Cucchi trascinato in cella. Stefano lo rivedrà poi, dopo l'udienza di convalida dell'arresto, rannicchiato, vicino alla panca che è all'interno della camera di sicurezza, che si teneva una gamba per il dolore.

Non erano carabinieri - ha spiegato in qualche modo Y.S. - avevano la divisa blue». Il difensore di uno degli agenti, l'avvocato Corrado Oliviero, ha spiegato: «Quello compiuto oggi per la Procura si è rivelato un buco nell'acqua. L'attendibilità del teste è tutta da stabilire». Il pm Barba, lasciando il tribunale, ha ribadito invece: «In buona sostanza il teste ha confermato la prima versione». Il gip Fiasconaro, oggi, ha fatto registrare l'intera udienza. E si è utilizzato un diverso interprete, rispetto a quello di cui avevano usufruito i pubblici ministeri.

L'attendibilità del teste sul presunto pestaggio di Stefano Cucchi è ancora da verificare. L'avvocato Diego Perugini, difensore di Nicola Minichini, agente della polizia penitenziaria indagato, ha infatti sottolineato che, durante l'incidente probatorio, il teste ha detto di aver «sentito dei rumori che può ricollegare sulla base della sua esperienza a rumori che rievocano un pestaggio. Ma quando gli è stato chiesto che cosa avesse visto, ha detto che non ha visto nulla».

Sulla stessa linea l'avvocato Scalise, il difensore di uno dei medici indagati: «La sua posizione, cioè una cella vicina a quella di Cucchi, non gli consentiva di vedere» un eventuale pestaggio.