15 novembre 2019
Aggiornato 21:30
Mancino: «Nel paese clima invivibile»

Csm approva tutela per Mesiano

La pratica a tutela è stata approvata a maggioranza dal plenum. Allarmata preoccupazione: «Si cerca di intimidire i giudici»

ROMA - Il plenum del Csm ha approvato a larga maggioranza la pratica a tutela dopo gli attacchi subiti dal giudice Raimondo Mesiano, estensore della sentenza sul lodo Mondadori. Nell'annunciare il voto, il vice presidente del Csm Nicola Mancino, si è detto «preoccupato per il clima invivibile che si sta instaurando nel paese e che lo rende insensibile rispetto ai valori».

«L'uso del consenso nei confronti di altri poteri - avverte ancora Mancino - è deviato e porta ubriacature». E il potere «più è forte e più può intimidire». La pratica a tutela è stata approvata a maggioranza dal plenum del Csm con il voto contrario dei consiglieri laici del Pdl Gianfranco Anedda e Michele Saponara. I consiglieri togati hanno invece votato compatti per il sì, con l'appoggio dei laici del centrosinistra. Voto favorevole anche da parte del laico dell'Udc Ugo Bergamo, peraltro relatore della pratica.

Sia nel documento che nel dibattito, i consiglieri di Palazzo dei Marescialli hanno sottolineato a più riprese che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha «lanciato un messaggio grave al Paese». Al Csm sono state infatti stigmatizzate le frasi con cui il premier e anche altri «autorevoli esponenti del mondo politico hanno attaccato il giudice Mesiano». Insomma, per il Csm sia le dichiarazioni dei politici che il video diffuso da Canale 5 in cui il giudice Mesiano viene dipinto come un «personaggio stravagante» fanno nascere la «oggettiva preoccupazione» per i tentativi di «intimidazione» nei confronti dei magistrati.