25 gennaio 2022
Aggiornato 09:00
Politiche per l'Immigrazione

Sarubbi-Granata: «Basta slogan, discutiamo di cittadinanza»

Per i due esponenti del PD e della Pdl: «No a fughe in avanti o a campagne su fenomeni inesistenti»

ROMA - No a «proposte inverosimili» come l'insegnamento dell'islam nelle scuole, no a campagne su fenomeni inesistenti come il burqa nelle scuole: l'unico modo per affrontare la questione dell'integrazione è discutere seriamente di cittadinanza. Lo sostengono Andrea Sarubbi (Pd) e Fabio Granata (Pdl), primi firmatari di una proposta di legge bipartisan sulla cittadinanza agli immigrati.

«Il dibattito sull'integrazione va affrontato seriamente e con grande pacatezza: le fughe indietro e quelle in avanti non servono a nulla, se non a conquistare un po' di spazio sui giornali», spiegano i due deputati. «La settimana scorsa - ricordano - ci si concentrava sul divieto del burqa nelle scuole: un fenomeno che le statistiche ignorano ma che i mass media hanno dimostrato di apprezzare. Ora il dibattito si è spostato sull'insegnamento della religione islamica per i bambini musulmani: una proposta inverosimile, che va incontro ad ostacoli di ordine pratico (manca ancora, da parte islamica, un soggetto delegato alla firma di un'intesa con lo Stato) e teorico, perché l'insegnamento della religione è altro dal catechismo, e non può dunque essere legato al credo di appartenenza».

In realtà, concludono Sarubbi e Granata, «la questione dell'integrazione va affrontata a partire da una visione strategica, possibilmente condivisa: la nostra proposta di legge bipartisan, ancora all'esame della Commissione Affari Costituzionali, va proprio in questo senso. Invitiamo dunque le forze politiche a ripartire da qui, anziché rincorrere la notizia del giorno: altrimenti, dopo il no al burqa nelle scuole ed il sì all'ora di Islam, il rischio è che, per far parlare di sé, qualcuno apra un dibattito sul diritto al cous cous nei distributori automatici di merendine».