13 luglio 2020
Aggiornato 16:30
La delibera presentata dalla consigliera Pd Claudia Livi

Biotestamento: il Comune di Firenze istituisce un registro

Votata delibera oggi. La Curia: «Atto ideologico e illegittimo»

FIRENZE - Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato nella seduta di oggi l'istituzione del registro dei testamenti biologici. La delibera presentata dalla consigliera Pd Claudia Livi ha ottenuto 26 voti a favore e 18 contro. «E' un atto importante per il Comune di Firenze - ha spiegato la Livi - con il quale si da la possibilità a chi ne vuole usufruire e ha già stilato un documento anticipato di volontà di ufficializzarlo e renderne partecipe la comunità in cui vive indicando nel registro del Comune di avere sottoscritto l'atto e di indicare il suo fiduciario». Secondo la consigliera Pd, si tratta di «un atto di grande laicità che dimostra ancora una volta come il comune sia sensibile alle istanze che ormai attraversano trasversalmente i cittadini».

Opinioni discordanti in Consiglio: la sinistra gioisce e chiede l'immediata attivazione del nuovo registro, mentre il Pdl aveva chiesto di rinviare la votazione di questo atto, successivamente alla legge che il Parlamento sta per deliberare sul tema. «Avevamo invitato la maggioranza a rinviare la discussione dopo la legiferazione del Parlamento - ha attaccato il consigliere Francesco Torselli - proprio per evitare strumentalizzazioni; se la sinistra ha voluto a tutti i costi aprire oggi questa discussione è proprio per strumentalizzare per i propri fini politici questo delicato argomento».

L'Arcidiocesi di Firenze, in una nota, ha espresso «rammarico e preoccupazione» per la decisione del Consiglio, definita «atto ideologico, illegittimo e privo di efficacia giuridica, essendo la materia nell'esclusiva competenza del legislatore nazionale». La Curia fiorentina bacchetta anche i consiglieri cattolici: «Spiace anche constatare che alcuni politici che si definiscono cattolici, va riconosciuto non tutti e di ciò c'è da rallegrarsi - si legge ancora - non abbiamo percepito come in un caso come questo ricorressero quelle condizioni di coerenza con i valori fondamentali della visione antropologica illuminata dal Vangelo che richiedono ossequio all'insegnamento del Magistero. Ancora un volta la città di Firenze si trova ad essere ridotta a strumento di fughe ideologiche tese a condizionare il legislatore nazionale».