17 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Caso D'Addario

Tarantini: «Solo mie accompagnatrici, lui non c'entra»

A ragazze rimborsi spese viaggio e soggiorno ad insaputa Premier

ROMA - "Avendo ricevuto inviti da parte del Presidente del Consiglio ho ritenuto di farmi accompagnare da talune mie amiche per fare bella figura e mettermi in evidenza. Non ho mai corrisposto soldi a chi mi accompagnava, se non per rifondere le spese di viaggio e soggiorno che queste persone dovevano sostenere per raggiungermi".

Così Gianpaolo Tarantini, al centro dell'inchiesta barese che ha visto chiamato in causa anche il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, precisa il suo ruolo e la presenza di ragazze con lui a ricevimenti nelle residenze del Premier. E' assolutamente fuori discussione -sottolinea Tarantini al telefono- che il Presidente Berlusconi possa essere stato a conoscenza di questi miei rimborsi".

Tarantini spiega che quanto sta accadendo è "un'alluvione di notizie false" e che, a questo punto "ritengo doveroso uscire dal riserbo per ristabilire la verità" e riportare "questa vicenda entro i suoi reali confini".

Tarantini precisa che ha conosciuto "il presidente del consiglio a cui ho sempre portato ammirazione e stima. Soltanto alcuni mesi fa - nell'agosto del 2008 . avendo ricevuto inviti da parte sua ho ritenuto di farmi accompagnare da talune mie amiche per fare bella figura e mettermi in evidenza. Non ho - assicura - mai corrisposto soldi a chi mi accompagnava se non per rifondere le spese di viaggio e soggiorno che queste persone dovevano sostenere per raggiungermi".

Tarantini assicura poi che "è assolutamente fuori discussione che Berlusconi possa essere stato a conoscenza di questi miei rimborsi. Dalla mia recentissima conoscenza con il presidente del consiglio non ho tratto alcun vantaggio economico nè per me nè per le mie attività imprenditoriali. Il clamore di questa vicenda, ha invece causato gravi danni alla mia immagine e alle società che sono stato costretto a cedere a mio fratello ormai posto anch'egli in condizione di non poter operare a causa della revoca dei mandati che parte di alcune ditte fornitrici".

La diffusione di notizie assurde sulla mia vita privata - si lamenta Tarantini - sta distruggendo la mia famiglia, mia moglie e le mie due figlie. Non c'è dunque nessuna verità nella ricostruzione dei fatti accreditati da certi giornali con il palese ed esclusivo intento di denigrare il presidente del consiglio al quale voglio chiedere pubblicamente scusa per averlo involontariamente danneggiato".