12 luglio 2020
Aggiornato 18:00
Cronaca

Prestiti usurai a imprenditori: interessi pagati con cibo

A Ladispoli e Cerveteri, in manette due fratelli 70enni

ROMA - Gestivano il mercato delle estorsioni e dell'usura nell'area di Ladispoli e Cerveteri, vessando imprenditori con prestiti a tasso di interesse del 20% che, a volte, venivano saldati anche tramite il 'versamento' di generi alimentari. Due fratelli pregiudicati, M.C. di 72 anni di Cerveteri e M.G. di 66 anni di Ladispoli, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Civitavecchia, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Civitavecchia per associazione a delinquere, estorsione ed usura. Dalle indagini è emerso che M.C. era a capo di un'associazione a delinquere, insieme ad altri 3 individui, che gestiva un vasto giro di usura ed estorsioni nell'area di Ladispoli e Cerveteri. Nell'ambito della stessa indagine, già nel mese di marzo del 2009 l'uomo era stato arrestato in esecuzione di un'altra ordinanza di custodia cautelare, emessa a suo carico quale promotore dell'organizzazione a delinquere e con la misura cautelare dell'obbligo della firma per altre 3 persone di Ladispoli, tutte responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere, estorsione ed usura.

Le indagini hanno permesso di identificare una decina di vittime del sodalizio criminale, per lo più imprenditori e commercianti di Ladispoli e Cerveteri, che hanno denunciato di aver ricevuto finanziamenti a tasso usurario. Le vittime erano costrette a pagare interessi variabili tra il 15% e il 20% mensile e i crediti vantati dai debitori insolventi venivano recuperati con minacce e intimidazioni: «Ti mandiamo persone di origine napoletana pericolose», era la minaccia più usata. I prestiti venivano erogati sulla base di garanzie reali che le vittime offrivano e, in caso di mancato pagamento degli interessi, venivano avviate le procedure per rilevarne la proprietà. Nel corso delle indagini già nel marzo scorso sono stati trovati e sottoposti a sequestro 17 assegni postdatati per un valore complessivo di 42.000 euro, nonché 29 assegni in bianco.

L'usura era attuata attraverso due classici metodi: il «fermo mensile» e il «cambio assegni». Le successive indagini svolte sugli assegni sottoposti a sequestro durante la prima fase dell'operazione hanno permesso di accertare ulteriori imprenditori finiti sotto «strozzo». M.G., dopo l'arresto del fratello, ha preso in mano la situazione procedendo lui stesso a recarsi dalle vittime per riscuotere i ratei mensili. In alcune circostanze è stato accertato che alcuni imprenditori, in cambio dei soldi consegnavano agli aguzzini la rata mensile, comprensivo degli interessi, talvolta anche in generi alimentari.

Gli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso i rispettivi domicili a disposizione della autorità giudiziaria civitavecchiese.