17 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
Caso escort-Berlusconi

Inchiesta Bari: spuntano altre ragazze e forse droga

Corsera e Repubblica: «Indagini su un possibile fornitore di droga»

ROMA - Anche la cocaina spunterebbe, secondo alcuni quotidiani (La Repubblica, Il Corriere della Sera), nell'inchiesta della Procura di Bari sul presunto giro d'affari dell'imprenditore Giampaolo Tarantini e sull'organizzazione di feste in alcune residenze del premier Silvio Berlusconi.

Secondo La Repubblica, nell'inchiesta dei magistrati baresi entrerebbero altri due parlamentari del Pd, i cui nomi, scrive il quotidiano romano, sarebbero «venuti fuori nelle telefonate». Nell'inchiesta poi sarebbe entrato anche un altro imprenditore che sarebbe stato convocato per «rispondere di detenzione di droga». Per il suo avvocato, Marco Vignola, la sua posizione «non ha nulla a che fare con la storia di prostituzione».

Il tema della cocaina è ripreso anche dal Corriere della Sera, che parla di «un giovane barese noto per essere un fornitore degli ambienti di alto livello della città. Il ragazzo, che di Tarantini è amico, avrebbe partecipato ad alcune feste che l'imprenditore ha organizzato in una villa dove ha trascorso negli ultimi anni le vacanze estive. Una splendida residenza di Porto Rotondo non troppo distante da Villa Certosa, la residenza del premier dove - confermano le ragazze interrogate dai pubblici ministeri - venivano mandate per partecipare agli eventi mondani». Il Corriere poi torna su Patrizia D'Addario, la figura chiave del'inchiesta di Bari, che ai magistrati avrebbe riferito di una telefonata diretta del presidente del Consiglio il 5 novembre 2008. Secondo il quotidiano milanese, dopo una chiamata a telefono non raggiungibile alle 16.

54 dal «cellulare privato del premier», secondo la D'Addario Berlusconi «mi richiamò in serata e parlammo. Mi invitò a tornare al più presto». A palazzo Grazioli, dove la donna dice di aver trascorso la notte precedente, quella delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. I pm ora stanno lavorando sui tabulati telefonici della D'Addario e sugli sms arrivati sul suo telefono cellulare.

La cocaina fa poi capolino anche sulla prima pagina di Libero, seppur con un taglio decisamente diverso. Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri infatti titola: «Silvio, occhio alla coca» e l'occhiello chiarisce il concetto: «Scommettiamo? Troveranno una ragazza pronta a dire che alle cene di Berlusconi compariva la droga. Così il tormentone contro il Governo andrà avanti.