22 febbraio 2020
Aggiornato 21:00

Salò, Berlusconi «ritira» Pdl su equiparazione. Pd: «Nostro Successo»

Premier: «Superare passato». Franceschini: «Non cambi Carta da solo»

L'annuncio è arrivato 'a sorpresa' durante una improvvisata del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla Fiera del mobile di Rho. All'indomani del 25 aprile e di quel «rifletteremo» che era bastato a far scatenare le critiche dell'opposizione, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha corretto il tiro sulla pdl che prevede l'equiparazione tra repubblichini e reduci di Salò. «Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge che sarà certamente ritirato» ha affermato il premier.

Non solo. Il Cavaliere ha ribadito che si può «pensare di superare il periodo che è alle spalle e andare verso un comune sentimento nazionale. Ho detto che il 25 aprile dovrebbe veramente diventare la festa della riconquista della libertà».

Insomma, Berlusconi ha lanciato un nuovo messaggio di conciliazione e risposto alla richiesta che con insistenza il segretario del Pd continuava ad avanzare. «Ora alle parole - aveva detto da ultimo in mattinata Dario Franceschini - devono seguire i fatti. Mi aspetto che domani il Pdl ritiri la proposta di legge che equipara i repubblichini ai partigiani».

Per questo, dopo l'annuncio del premier, il numero uno dei democratici ha rivendicato il risultato ottenuto e parlato di primo passo verso la coerenza. «Mi hanno detto - ha affermato - che poteva essere un boomerang invitare Berlusconi in piazza per il 25 aprile. Poi gli ho chiesto anche di ritirare la proposta di legge. Questa seconda cosa è un boomerang o una cosa buona?». Anche il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, ha definito la decisione del capo del governo un «successo» dei democratici.

A questo punto Franceschini ha chiesto a Berlusconi un secondo passo. «Dica espressamente - ha detto il segretario Pd - che non cambierà mai più la Costituzione a colpi di maggioranza. Venga in aula e dica: mi impegno a cambiare la Costituzione solo con accordo di maggioranza e opposizione».

L'annuncio del premier ha stoppato dunque una giornata di polemiche che invano i vertici del Pdl alla Camera avevano cercato di placare spiegando che la responsabilità del testo non era nelle mani dell'esecutivo. In una nota congiunta, infatti, Fabrizio Cicchitto e Italo Bocchino avevano sottolineato come la proposta di legge fosse un'iniziativa «individuale dell'onorevole Barani» che aveva raccolto anche firme bipartisan e che con essa nulla c'entravano né il governo né il gruppo parlamentare. Alla fine, però, a mettere la parola definitiva è stato proprio il presidente del Consiglio.

Che si è attirato le critiche del leader della Destra, Francesco Storace che lo accusa di aver commesso una «ingiustizia» per la fretta di farsi applaudire a sinistra. Ma anche da sinistra il plauso è a metà: per il segretario del Prc, Paolo Ferrero, Berlusconi deve risolvere «il problema di fondo, deve riconoscere che l`antifascismo è il fondamento della Repubblica».