31 agosto 2025
Aggiornato 08:00

Cavallera (FI-PDL) : “la regione licenzia solo leggi spot”

«Si stanno manifestando ritardi e scarsa volontà di attuazione del Piano di tutela delle acque nelle varie realtà provinciali»

TORINO - Lo stato di attuazione del Piano di tutela delle acque e della normativa che regola i controlli degli impianti termici e il rilascio del bollino verde. Sono gli argomenti affrontati nell’ultima riunione della V Commissione, parte della quale è stata dedicata all’audizione dei rappresentanti delle Province sui due temi.
«Sono emerse moltissime criticità su entrambi i temi», annuncia il Consigliere regionale Fi-Pdl Ugo Cavallera, che ha presentato un’interpellanza a Palazzo Lascaris per sapere cosa la Giunta intenda fare perché normative così importanti non restino soltanto sulla carta . «E’ venuto a galla in modo chiaro quello che noi, dai banchi dell’opposizione, abbiamo continuato a ripetere per tutto l’iter di approvazione delle due leggi: il rischio è di avere normative di facciata, a cui non corrispondono interventi seri e necessari», dichiara l’esponente azzurro.

«A due anni dalla sua approvazione, si stanno manifestando ritardi e scarsa volontà di attuazione del Piano di tutela delle acque nelle varie realtà provinciali. Anche iniziative apparentemente accattivanti, come il «contratto di fiume», si sono rivelate strategiche sul piano della comunicazione ma non risolutive di fronte a problemi reali, quale quello di assicurare il deflusso minimo vitale in tutte le stagioni», spiega Cavallera. Il Consigliere precisa: «Se è condivisibile puntare sul risparmio e sulla razionalizzazione della risorsa acqua, non sono stati presi seriamente in considerazione provvedimenti necessari come quello di realizzare interventi nei corsi d’acqua a regime torrentizio con bacini di contenimento che consentano di disporre dell’acqua nei periodi di siccità».

Di difficile attuazione anche la nuova normativa sul controllo degli impianti termici. «Tanto per incominciare, la Regione non ha notificato a Bruxelles la delibera, e per questa mancanza l’Unione Europea ha avviato un procedimento di infrazione», dice Cavallera, prima di elencare le carenze evidenziate dai rappresentanti delle Province. Per oltre 10 anni le Province piemontesi hanno controllato lo stato di esercizio e manutenzione degli impianti termici civili, con l’obiettivo di promuovere una maggiore sicurezza degli impianti e dei cittadini. Nel tempo sono diventate un punto di riferimento per gli utenti finali, le imprese del settore e le loro associazioni. Tutto il sistema di controllo è stato finanziato con gli introiti del cosiddetto Bollino Verde, con un onere complessivo per le famiglie variabile da 2,50 a 5,50 euro, a seconda delle Province.

«Con l’entrata in vigore della nuova normativa lo scenario è profondamente cambiato: l’attività svolta dalle Province, contrariamente a quanto è accaduto a livello nazionale, è stata notevolmente ridotta, e per contro sono stati moltiplicati gli enti coinvolti nelle operazioni di controllo, con conseguenti difficoltà per i cittadini e le imprese e pregiudizio per la chiarezza delle responsabilità in capo ai diversi soggetti. Sono inoltre cambiate le disposizioni per l’abilitazione al rilascio del bollino verde, cosa che ha creato grande confusione nelle imprese, costrette a presentare nuove istanze a Regione e Camera di Commercio e a frequentare appositi seminari di qualificazione. E ancora, non si comprende come questo nuovo bollino possa essere rilasciato», spiega Cavallera. «Insomma – conclude l’esponente azzurro - a fronte di un sistema che funzionava e che andava soltanto integrato, è stato creato un nuovo strumento del tutto inadeguato, che non tiene conto delle esigenze dei cittadini e neppure della qualità dell’aria».