2 agosto 2021
Aggiornato 08:00
Immigrazione clandestina

I Carabinieri sgominano un'organizzazione internazionale dedita alla tratta di persone dalla Libia

13 arresti effettuati dal Ros in Sicilia, Calabria, Emilia Romagna e Lombardia

Una 'struttura reticolare, multietnica e molto pericolosa' in grado di gestire tutte le fasi dell'immigrazione clandestina, dal reclutamento dei migranti in vari Paesi africani, al loro imbarco in Libia, all'arrivo sulle coste italiane, fino alla fuga dai centri di accoglienza e al successivo sfruttamento: è questa l'organizzazione smantellata dai carabinieri del Ros con l'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, che ha portato all'arresto di 13 persone in Sicilia, Calabria, Lombardia ed Emilia Romagna.

L'indagine nasce da una precedente inchiesta avviata dal Ros nel 2005 nei confronti di un gruppo di stranieri in contatto con soggetti indagati per terrorismo internazionale: gli accertamenti non hanno evidenziato attività connesse con il terrorismo, ma l'esistenza di una vasta organizzazione di trafficanti di esseri umani, strutturata in cellule collegate tra loro e con referenti nei Paesi di origine degli stranieri, in Libia e in Italia. Ciascun gruppo, spiegano i carabinieri, assicurava il reclutamento di connazionali in Marocco, Egitto, Tunisia, Algeria e Sudan, provvedendo quindi al loro trasferimento via terra presso il porto libico di Zouara. Qui, i referenti libici procuravano le imbarcazioni per il trasporto dei clandestini sulle coste italiane, in particolare Lampedusa, mantenendo i contatti con la componente presente in Italia, che segnalava le rotte da percorrere.

Un trafficante sudanese dirigeva una cellula preposta alla gestione degli immigrati, dopo l'arrivo in Italia ed il loro trasferimento nei centri di accoglienza o di permanenza temporanea di Crotone, Agrigento e Caltanissetta. Attraverso affiliati già ospitati in queste strutture, la cellula sudanese ristabiliva i contatti con gli immigrati e ne organizzava la fuga, portandoli poi in città del nord Italia. In venti casi, secondo i carabinieri, si può parlare di veri e propri sequestri di persona a scopo di estorsione perchè gli stranieri, una volta fatti fuggire dai centri, sono stati segregati in ricoveri di fortuna e liberati solo dopo il pagamento di un riscatto da parte dei familiari.