2 agosto 2021
Aggiornato 07:00

Sicurezza delle frontiere: conferenza sulla cooperazione a Belgrado

Durante le due giornate di permanenza nei Balcani il ministro Maroni terrà dei colloqui bilaterali

Due giorni per discutere della cooperazione nel campo della sicurezza delle frontiere nel Sud Est Europa. Giovedì 5 e venerdì 6 marzo il ministro dell'Interno italiano Roberto Maroni, e il capo della Polizia Antonio Manganelli sono a Belgrado per prendere parte alla «VI Conferenza Ministeriale» ospitata per la prima volta dalla Serbia.

Durante le due giornate di permanenza nei Balcani il ministro Maroni terrà dei colloqui bilaterali con il ministro dell'Interno serbo Ivica Dacic e con gli omologhi Ministri di Bosnia-Erzegovina, Macedonia e Montenegro. Il tutto per discutere delle politiche per allineare i sistemi di sicurezza delle frontiere dei Paesi dell'Est agli standard europei. Per uno scambio di informazioni sui flussi di immigrati verso l'italia tra le forze di polizia.

Tra i vari argomenti che saranno discussi a partire dalle 16 di giovedi presso la Sala Yugoslavia del Palazzo Serbia ci sono: «dalla liberalizzazione dei visti alla possibilità di entrare nell'area Schengen»; «sfide e risultati conseguiti nel Settore delle sicurezza delle frontiere nell'Europa sud orientale»; «progressi realizzati nell'attuazione della Convenzione sulla cooperazione di polizia».

Strategie da attuare: capi delle polizie a confronto
I capi della polizia di frontiera di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia così come quelli di Montenegro, Macedonia e Serbia discuteranno dei progressi compiuti nel 2008 nel campo della sicurezza delle frontiere e delle strategie da attuare per il 2009-2011. E proprio sugli obiettivi futuri saranno le conclusioni di Andreus Oovel, capo del programma sicurezza delle frontiere Dcaf con la firma della dichiarazione ministeriale, del piano annuale 2009, e di accordi bilaterali e multilaterali.

Venerdì 6 marzo il capo della polizia italiana Antonio Manganelli parteciperà a una serie di gruppi di lavoro sui servizi di intelligence ed investigazione e su istruzione e formazione, insieme ai capi delle polizie dei Paesi interessati; dei direttori delle Accademie e di vari esperti. Il capo della Polizia avrà modo di informare i suoi omologhi sulle esperienze di collaborazione con gli investigatori rumeni in Italia.