30 luglio 2021
Aggiornato 03:00

Milano, ruba 23 milioni di euro: arrestato bancario

Il manager avrebbe simulato nel tempo di aver ricevuto dai clienti della banca d'affari disposizioni di autorizzazione, orali, scritte o telefoniche, per bonifici o prelievi in contanti

MILANO - La guardia di finanza, a seguito di una denuncia presentata dalla Banca Bsi nei confronti di un proprio collaboratore, ha eseguito accertamenti su un funzionario che aveva distratto fondi per oltre 23 milioni di euro. Il manager, che si occupava della gestione dei grandi patrimoni, avrebbe simulato nel tempo di aver ricevuto dai clienti della banca d'affari disposizioni di autorizzazione, orali, scritte o telefoniche, per bonifici o prelievi in contanti.

L'indagine è coordinata dai Pm Stefano Civardi, Mauro Clerici e Roberto Pellicano della Procura di Milano. L'operazione dei finanzieri è stata denominata «Silvan». L'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Caterina Interlandi è stata eseguita oggi dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria del capoluogo lombardo riguardano anche due complici del bancario, e anche loro accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato dalla fraudolenza.

I due, già arrestati dalla magistratura svizzera, si sarebbero occupati dell'organizzazione delle strutture societarie «per convogliare il denaro carpito con le fraudolente movimentazioni del manager bancario». Infatti, secondo gli investigatori, i soldi sarebbero stati convogliati in conti di altre persone e società in Italia ed all'estero, che avrebbero simulato transazioni immobiliari per giustificare i passaggi di denaro.

Grazie anche alle collaborazione con le autorità elvetiche, nel corso delle indagini sono stati ricostruiti i flussi finanziari e sono stati sottoposti a sequestro, in Italia e in Svizzera, somme e titoli per un valore di oltre 12 milioni di euro. Le fiamme gialle spiegano che «nel frattempo, grazie alle informazioni quotidiane scambiate con la polizia cantonale elvetica, tre dei soggetti indagati venivano arrestati in Svizzera, lo scorso febbraio, con l'accusa di truffa, amministrazione infedele e riciclaggio».