2 agosto 2021
Aggiornato 07:30
Rapporto su «Il movimento transfrontaliero dei rifiuti»

Cresce l'esportazione di rifiuti speciali: +60% in 3 anni

Negli ultimi anni le esportazioni dei rifiuti speciali sono cresciute soprattutto grazie all'aumento dei flussi di «pericolosi»

MILANO - Cresce a ritmo sostenuto l'esportazione dei rifiuti speciali da attività produttive, inviati all'estero per l'assenza sul territorio nazionale di adeguati impianti di trattamento e per le condizioni di smaltimento economicamente vantaggiose offerte da alcuni Paesi. E' questo il dato principale che emerge del primo Rapporto su «Il movimento transfrontaliero dei rifiuti«, presentato oggi a Roma da FISE Assoambiente, l'Associazione che in Confindustria rappresenta le aziende che operano in campo ambientale.

Il rapporto evidenzia inoltre che cresce, pur se gradualmente, anche il fenomeno dell'importazione dei rifiuti speciali, utilizzati come materie prime nell'industria del recupero, non soddisfatta dalle raccolte differenziate nazionali, attualmente però alle prese con una forte inversione di tendenza dovuta alla globalizzata situazione di crisi dei mercati. Dal Rapporto, il primo mirato su importazione ed esportazione di rifiuti, si evince come nel 2005 (ultimi dati disponibili su import/export) siano state esportate dall'Italia 1,9 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (+60%, nel 2002 le tonnellate erano 1.144 mila).

Nello stesso anno l'Italia ne ha importati circa 1,4 milioni di tonnellate (nel 2002 erano 890mila). Il trasporto di questi rifiuti, in entrata e in uscita dai confini nazionali, riguarda complessivamente il 3% dei rifiuti speciali gestiti nel 2005 (il 2,7% dei rifiuti non pericolosi e circa il 10% di quelli pericolosi).

Rifiuti pericolosi - Negli ultimi anni, si legge nel rapporto, le esportazioni dei rifiuti speciali sono cresciute soprattutto grazie all'aumento dei flussi di «pericolosi», passati dalle 116.000 tonnellate del 2002 a circa 573.000 tonnellate nel 2005 (+350%): si tratta, in particolare, di rifiuti prodotti da trattamento meccanico, fluff, ceneri/scorie e apparecchiature fuori uso. Dallo studio emerge la differente capacità di gestione dei rifiuti speciali da parte dei Paesi europei, con nazioni come la Germania che presenta un'alta capacità di smaltimento e costituisce la meta di gran parte dei rifiuti speciali italiani esportati (542mila tonnellate l'anno).