30 luglio 2021
Aggiornato 02:30
Asili nido

Infanzia, Federcasalinghe: accoglienza asili nido italiani 11,4%

L'associazione illustra il quadro degli asili nido, con la carente capacità di accoglienza e di strutture: l'Italia secondo l'Istat è all'11,4%

MILANO - Donneuropee Federcasalinghe dedica la festa della donna di quest'anno agli obiettivi del protocollo di Lisbona, firmato dal governo italiano: il raggiungimento dell'accoglienza infanzia nei nidi al 33% e dell'occupazione femminile al 60% entro il 2010. L'associazione illustra il quadro degli asili nido, con la carente capacità di accoglienza e di strutture: l'Italia secondo l'Istat è all'11,4%.

Una media lontana rispetto all'obiettivo fissato a Lisbona, che stabilisce per il 2010 che ogni Paese dell'Unione debba avere tanti asili nido da soddisfare almeno il 33% della domanda. L'unico capoluogo di regione che supera l'obiettivo di Lisbona è Bologna con il 35%. Firenze si ferma la 29% quattro punti al di sotto della soglia stabilita in sede europea. Mentre nella capitale il tasso di copertura delle domande di asili nido è fermo al 14%.

A Foggia trova posto nell'asilo pubblico un bambino su cento. A Reggio Calabria, a Nocera Inferiore e Torre Annunziata, comuni della Campania, uno su cinquanta. A Vittoria in Sicilia e San Giovanni in Fiore, provincia di Cosenza, tre su cento. Sugli stessi livelli di Napoli ci sono anche Castelfranco Veneto, Vimercate (Milano) e Tivoli, in provincia di Roma. Appena meglio va a Somigliano D'Arco, ma anche a Cesano Maderno, in Lombardia, Civitanova Marche, Besana in Brianza e Capannori (Lucca): qui il tasso di copertura è del 5%.

Per quanto riguarda i costi si può fare riferimento a uno studio dell'Anci. La città di Roma spenderebbe di meno pagando una baby sitter a ogni bambino: ogni posto in un asilo nido romano costa 15.049 euro l'anno, pari a 1254 euro al mese per dodici mesi. A Milano, invece, si spende quasi la metà rispetto alla capitale (7774 euro l'anno). Il capoluogo lombardo può soddisfare il 22% delle domande. Ancora meno, sempre secondo lo studio Anci, costano gli asili nido al Comune di Napoli: 5830 euro l'anno pro capite. Nel capoluogo campano il tasso di copertura delle domande non vada oltre il 4%.

Il record assoluto dell'asilo più salato spetta però al Comune di Leonforte, 14 mila anime in provincia di Enna: 15746 euro, ovvero 1312 euro al mese per un anno intero. I bambini che frequentano i nidi pubblici e privati in Italia sono 187 mila. Le percentuali più alte si registrano in Emilia Romagna (29,7 posti ogni 100 piccoli) le più basse in Puglia con l'1,1%, in Calabria del 2%, in Campania con il 2,6%, in Molise (4,2 posti ogni 100). In Basilicata la percentuale è del 6,2%, in Sicilia del 5,6%. Per cercare di colmare l'assenza di servizi offerti dallo Stato, rispettando gli standard di qualità e quantità imposti dalle norme Regionali e usando fondi ministeriali, Federcasalinghe Donneuropee dal 1997 ha costruito più di 10 realtà di assistenza per l'infanzia da zero a tre anni in provincia di Venezia e Treviso.