20 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Cresce di giorno in giorno la “febbre da Superenalotto”

Superenalotto: il Codacons studia class action in favore dei giocatori rovinati

Intanto sul tavolo della Procura di Roma l’esposto presentato ieri dall’associazione

Cresce di giorno in giorno la «febbre da Superenalotto», il cui montepremi è salito a quota 100 milioni di euro, mentre sul tavolo del Procuratore capo della Repubblica di Roma è finito l’esposto presentato ieri dal Codacons, in cui si chiede il sequestro del jackpot, divenuto oramai eccessivamente «pericoloso».

«Dopo l’esposto presentato ieri – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – il nostro ufficio legale sta studiando la possibilità di intentare una class action in favore dei giocatori rovinati dal Superenalotto, non appena entrerà in vigore la legge sulle azioni collettive. Si pensi a tutti coloro che, nella speranza di vincite stratosferiche, hanno già speso tutto lo stipendio o la pensione di ottobre puntando cifre elevate, e si ritrovano ora con il portafogli vuoto e bollette, rate e mutui da pagare.

Conservando le ricevute di tali giocate – prosegue Rienzi – i cittadini «rovinati» dal Superenalotto potranno adire all’azione legale attualmente in fase di studio, sostenendo in Tribunale come il gioco si sia trasformato in qualcosa di troppo simile al gioco d’azzardo, a causa del montepremi eccessivamente elevato rispetto a un principio di legalità secondo cui un concorso a premi legato esclusivamente all’alea non può mettere in palio un premio in denaro così sproporzionato. Ad aggravare la situazione – conclude il Codacons – anche la presenza di cartelli pubblicitari posti nelle rivendite, che «incantano» i cittadini richiamando il maxi-jackpot, inducendoli così ad effettuare giocate»