In ginocchio la via dei narcotrafficanti
Arrestate 200 persone tra Italia e America del Sud
Sono 200 gli arresti tra Italia e l'America del Sud sferrati alle vie dei narcos. Con questi arresti si è dichiarata guerra aperta ad una delle organizzazioni di narcotrafficanti più sanguinaria del mondo, vale a dire quella dei messicani Los Zetas, responsabili dall'inizio dell'anno di 2700 omicidi e del traffico di cento tonnellate di cocaina dirette negli Stati Uniti. Tra i «clienti» che venivano riforniti dal cartello messicano c'erano pure le cosche della 'ndrangheta, in particolare le cosche jonico-reggine.
L'operazione, al quale hanno partecipato anche i Ros, è stata frutto della cooperazione internazionale ed è stata coordinata dalla Dea, dall'Fbi e dalla polizia messicana. Le indagini hanno evidenziato il traffico internazionale i droga fra Sud America zona di produzione, Messico, paese di smistamento, e Stati Uniti, Canada, Europa, i paesi dove la cocaina veniva spacciata.
Nel corso delle indagini si è potuto constatare come le cosche ionico-reggine si siano rivolte al cartello messicano dopo l'arresto del loro storico fornitore, l'ecuadoregno Luis Calderon, tramite la cosca degli Schirippa, che da New York si erano associate ai narcotrafficanti Anthony Christopher Castellano e Ignacio Alberto Diaz, proiezioni newyorkesi del Cartello del Golfo.
Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati 16 tonnellate di cocaina purissima ed oltre 57 milioni di dollari.
In Italia, i Ros dei carabinieri di Reggio Calabria, hanno arrestato 8 persone a Gioiosa Jonica ed 1 a Siderno in provincia di Reggio Calabria, mentre la decima persona è stata arrestata in provincia di Vicenza. Erano tutti appartenenti alla cosca Acquino-Coluccio di Gioiosa Jonica. Altri sei italiani tutti appartenenti alla famiglia Schirripa di Gioisa Jonica, sono state arrestate a New York.
Le partite di cocaina venivano spedite mensilmente in Calabria traverso corrieri. via aerea e marittima, o con il sistema delle spedizioni postali e pagate tramite agenzie di money transfer. E' quanto hanno accertato i carabinieri del Ros nell'ambito dell'indagine «Solare».
Soddisfazione viene espressa dal procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, nel corso di conferenza stampa in cui erano presenti anche investigatori della Direzione Centrale e della Dea degli Stati Uniti. Pietro Grasso sottolinea come questa operazione sia «la conferma dell'intuizione di Giovanni Falcone sull'importanza dei rapporti con gli Stati Uniti come punto di partenza per colpire le organizzazioni criminali internazionali». Grasso ha poi chiesto per combattere le mafie una normativa penale più snella e quindi «più adatta alle velocità con cui si muovono le organizzazioni criminali».
«E’ una botta veramente micidiale contro il traffico internazionale di droga», saluta così Marco Minniti, ministro dell'Interno nel Governo ombra del PD, l'operazione realizzata dai Carabinieri di Reggio Calabria in collaborazione con la Dea e l'Fbi. Un'operazione che ha «un peso strategico anche perché colpisce direttamente la strategia della ‘ndrangheta rispetto al grande traffico di droga che è uno dei punti cardine del suo potere».
«Veramente grazie all’Arma, alla magistratura, a tutte le donne e a tutti gli uomini che hanno consentito questo successo» ripete Minnniti aggiungendo che tutto «il Paese ne sarà riconoscente».
Per Rosa Villecco Calipari, capogruppo del Pd in commissione Difesa della Camera, «la collaborazione investigativa e giudiziaria internazionale hanno permesso di ottenere il risultato di oggi che premia l’impegno costante e sinergico di magistratura e forze di polizia e che rappresenta la risposta necessaria e più efficace alla aggressività della ’ndrangheta capace di condizionare pesantemente il tessuto sociale-economico calabrese e nazionale anche per le sue ramificazioni in paesi stranieri ».
F.G