13 luglio 2020
Aggiornato 19:30
Fintech

Open banking, Fabrick diventa istituto di pagamento

Con l’autorizzazione di Banca d’Italia, Fabrick aumenta il presidio nella catena del valore, offrendo ai propri clienti la possibilità di portare sul mercato servizi completi ancora più rapidamente

Paolo Zaccardi, CEO di Fabrick
Paolo Zaccardi, CEO di Fabrick Ufficio Stampa

Fabrick - la prima realtà nata in Italia con l’obiettivo di promuovere nuovi modelli di business e servizi bancari favorendo la collaborazione tra Istituti finanziari, Corporate e Fintech - ha ottenuto l’autorizzazione da Banca d’Italia ad operare come Istituto di Pagamento. Elemento che si aggiunge alle competenze di business e alla tecnologia di Fabrick, consentendole di promuovere modelli open banking e ampliando così il presidio nella catena del valore. Ciò offre ai clienti di Fabrick la possibilità di portare ancora più rapidamente sul mercato servizi completi nell’ormai sempre più chiaro percorso evolutivo del settore che conduce verso l’invisible banking.

Paolo Zaccardi, CEO di Fabrick commenta: «Fabrick nasce per aver visto da subito nella PSD2 l’opportunità per innovare il mondo finanziario, proponendo un approccio attivo alla normativa. In questi anni abbiamo posto le basi per diventare un partner di riferimento per tutte quelle realtà che vogliono innovare e sviluppare rapidamente servizi digitali e alle quali proponiamo soluzioni chiavi in mano che, con l’autorizzazione a Istituto di Pagamento, si completano ulteriormente. Il 2020 si conferma l’anno di trasformazione in offerte concrete del nuovo paradigma open banking, costruito su piattaforme aperte e collaborative. Si affermeranno sul mercato quelle realtà che, indipendentemente dalle loro dimensioni, saranno in grado di offrire ai clienti servizi personalizzati e digitali, guidati da un’innovazione che risponde a bisogni concreti, dei privati così come delle aziende, specialmente le piccole e medie spesso sprovviste di figure e risorse per farsi carico delle tante incombenze legate alle attività finanziarie e amministrative. Bisogni che, mai come in questo momento, evolvono anche per effetto di fattori esogeni e imprevedibili come quelli generati dal profondo shock inferto dalla pandemia che, non solo impatta sui comportamenti, ma anche sulle attività economiche e sulla necessità di fare ricorso a servizi finanziari innovativi e convenienti. È qui, nella risoluzione di un problema reale, che nasce l’opportunità di un profondo cambio di paradigma».

I numeri della piattaforma

A confermare la reale evoluzione in atto e il frutto dell’intenso lavoro dei primi due anni di vita di Fabrick, parlano i numeri della piattaforma: a maggio 2019 Fabrick annunciava 1 milione di transazioni API al mese, a maggio 2020 supera il 1 milione di transazioni al giorno, a testimonianza che c’è stata una crescita di 30 volte in un anno, un chiarissimo di un importante incremento di utilizzo di questi servizi.

Ad oggi Fabrick ha integrato in piattaforma il 97% degli Istituti bancari è 198 sono le controparti che usano le oltre 500 API pubblicate. Molti i casi d’uso già in produzione come ad esempio Account Aggregation, Data Enrichment (PFM), Smart Banking, Payment & Collection Engine e il Payment Initiation Sevice (PIS).

In particolare, sulla base dell’autorizzazione di Istituto di Pagamento, Fabrick può operare come Prestatore del Servizio di informazione sui conti (AISP) e di Prestatore del Servizio di disposizione di ordini di Pagamento (PISP), entrambi ruoli introdotti dalla normativa PSD2. Ciò, unito alla profonda competenza tecnologica e alla conoscenza dei processi bancari di Fabrick, consentirà ai suoi clienti di portare sul mercato nuovi servizi con estrema rapidità e flessibilità grazie ad un approccio in modalità «as a service» che saranno costruiti «chiavi in mano». Un ulteriore evidente vantaggio sia per gli Istituti bancari già in possesso di una propria autorizzazione che possono essere così estremamente più rapidi nell’offerta al mercato, sia per i soggetti non bancari (quali assicurazioni, grandi corporate e fintech) che potranno implementare servizi basati sull’accesso ai conti col supporto di un unico partner.

Casi d'uso:

  • «AISP AS A SERVICE» che abilita soggetti con core business diversi da quello bancario (definiti da Banca d’Italia «quarta parte» o «pseudo TPP») ad implementare servizi basati sull’accesso ai dati dei conti;
  • «PISP PER E-COMMERCE», in cui il cliente è un gateway di e-commerce che potrà affiancare ai classici pagamenti con carta anche il pagamento direttamente dal conto;
  • «PAGAMENTI E RICONCILIAZIONE tra diversi conti correnti che le imprese usano per la gestione della cassa. Per esempio, in presenza di linee di credito, la TPP può richiedere il pagamento di una rata presso un conto che abbia un saldo sufficiente, evitando casi di potenziale insoluto.