26 marzo 2019
Aggiornato 07:00
Tecnologia

Da Biella allo sviluppo di aziende e startup internazionali: viaggio nel mondo imprenditoriale con Andrea Dama

Andrea Dama è un consulente esperto nel supporto alla gestione ed allo sviluppo di aziende e startup: dal suo studio di Biella, città dove vive quando non è all’estero o nel suo ufficio di Milano, ha portato la sua esperienza in tutto il mondo

Andrea Dama,consulente esperto nel supporto alla gestione ed allo sviluppo di aziende e startup ci parla di USound
Andrea Dama,consulente esperto nel supporto alla gestione ed allo sviluppo di aziende e startup ci parla di USound DiariodelWeb.it

Luce, spazi ampi e le montagne biellesi. Dallo studio in via Ivrea di Andrea Dama,  la vista è magnifica e in qualche modo «profetica»; per quanto le radici biellesi e piemontesi siano profonde, la voglia di guardare al futuro mirando l’orizzonte è tanta. Da qui è partita l’avventura di Andrea in USound, dopo l’esperienza di consulenza in 15 multinazionali e in altre decine e decine di piccole e medie imprese in tutto il mondo. Cos’è USound? In che modo ha rivoluzionato la tecnologia audio? E soprattutto, come viene visto il mondo imprenditoriale biellese da un professionista esperto in consulenza aziendale? Ne abbiamo parlato con il diretto interessato.

Andrea, ci racconti cos’è USound?

USound è una società fondata nel 2014, nata per rivoluzionare il mondo dell’audio grazie alle competenze dei fondatori nel campo dei MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems). USound ha due sedi principali: la parte elettronica viene sviluppata a Graz, mentre a Vienna viene sviluppata la parte acustica.

«Sound was yesterday, USound is the future» è lo slogan dell’azienda. Qual è la differenza tra la tecnologia attuale e quella di USound?

Per generare un suono è necessario muovere dell’aria: per questo gli speakers sono dotati di una membrana che si muove e di un sistema di attuazione del movimento. Gli altoparlanti attualmente sul mercato si basano su di una tecnologia nata oltre 100 anni fa (elettrodinamica) che utilizza un magnete ed una bobina per generare l’impulso che muove la membrana. La tecnologia mems si basa invece su una attuazione piezoelettrica che permette di evitare l’utilizzo sia del magnete che della bobina comportando una drastica diminuzione di peso, dimensioni e struttura dello speaker.

Ci sono altri vantaggi?

Grazie a dimensioni e forma degli speaker, abbiamo la possibilità di creare devices (ad esempio cuffie o speaker portatili) con forme nuove e con migliore comodità di utilizzo (leggerezza, ergonomia etc.). Il suono risulta pulito e di qualità molto alta. Questa tecnologia inoltre vanta numerosi altri vantaggi: estensione del range di utilizzo in ambito ultrasonico, processo di fabbricazione in batch tipico dei semiconduttori (che permette una qualità di produzione superiore).

Dal 2014 a fine 2018 siete riusciti a ottenere oltre 17 milioni di euro di investimenti, corretto?

Confermo, si tratta di tecnologia di alto valore. Questo tipo di startup è legato ad un grosso salto tecnologico, un vero e proprio paradigma, e pertanto riscuote maggiore interesse rispetto a una startup tradizionale se si approcciano gli investitori in target, interessati a questo tipo di progetti.

Qual è il suo ruolo all’ interno di USound e chi è Andrea Dama?

Come detto mi occupo di consulenza alle aziende per la gestione e lo sviluppo. Nel caso di USound ho supportato il team dei fondatori in fase di lancio ed all’avvio e lo sviluppo di contatti in tutto il mondo. Attualmente l’organizzazione ha raggiunto la quota di 55 persone.  Mi occupo, grazie al supporto dei miei collaboratori, dello sviluppo in EMEA. 

Si può dire che sia partito da Biella, per poi arrivare così lontano…

Sono molto contento di questa avventura, lavoro perlopiù con aziende estere ed in giro per l'Italia. Molto raramente per aziende biellesi. sarebbe bello poter portare questo modello di lavoro alle aziende del territorio. Un territorio che vedo, purtroppo, molto in crisi e con scarse possibilità di ripresa.

Lei è specializzato nel miglioramento di gestione e sviluppo di aziende e startup, che idea si è fatto del mondo imprenditoriale biellese?

A Biella manca, come in tanti distretti in Italia, il concetto di filiera che invece ritroviamo all’ estero. Qui è mancata la voglia, la competenza e l’umiltà di guardare cosa facevano i Paesi più avanzati ed i loro modelli di sviluppo. Accanto alle aziende tessili e moda avremmo dovuto affiancare acceleratori di impresa dedicati, creare gruppi di piccoli investitori dedicati al settore, creare collaborazioni con centri di ricerca esteri e creare dei centri di ricerca locali specializzati. Cioè un sistema sinergico e concretamente funzionante. Solo creando una filiera composta da polo di innovazione, centri di competenza supportati da investitori ed acceleratori di impresa si può costruire un futuro concreto. Senza contare l'attrazione di personale qualificato. Ad esempio mi viene da pensare al settore del wearables, i dispositivi elettronici indossabili. Si tratta di un mercato  in forte crescita, molto correlato al settore tessile e moda.

E’ diverso lavorare in Italia piuttosto che all’estero?

Certo che sì. Un esempio: in Germania collaboriamo con gli istituti di ricerca mentre in Italia come detto si investe pochissimo sulla ricerca. Parliamo del Fraunhofer: è un istituto in parte pubblico e in parte privato dove sia lo stato sia gli imprenditori contribuiscono per fare in modo che  la ricerca sia allineata alle esigenze delle industrie  del settore. Perfetta cooperazione e sinergia tra pubblico e privato. Il privato mette esigenze e capitale, il pubblico mette il capitale e le infrastrutture. A Biella ed in Italia importerei questo modello.

E c’è qualcosa di Biella che esporterebbe all’estero? O qualcosa che comunque ha esportato nella sua esperienza lavorativa.

Purtroppo solo la nostra creatività. Per il resto abbiamo solo da imparare.

Una consulenza al volo: un consiglio applicabile a quasi tutte le aziende del territorio.

In Italia abbiamo una situazione organizzativa delle imprese talmente scarsa che migliorarla diventa facile. Dalle email al cloud o alle riunioni aziendali in video conferenza, potremmo iniziare ad utilizzare bene gli strumenti informativi poco costosi ed alla portata di tutti per ridurre costi ed incrementare l’efficienza.  Nei paesi avanzati è normale usare gli strumenti informatici più recenti, qui in molte aziende si fatica ancora ad utilizzare Skype per le riunioni. Basta davvero poco. Va aggiunto inoltre che qui le dimensioni aziendali sono troppo piccole e quindi le aziende sono troppo destrutturate. Non puoi più concentrarti solo sul prodotto e basta, come avveniva 20 anni fa. E’ necessario sviluppare anche il settore marketing, il settore commerciale, l’innovazione etc. Per coprire questi costi sono necessarie dimensioni minime ed una competitività aziendale che consente di avere i margini adeguati. 

Oltre a USound, quali sono i progetti futuri di Andrea Dama?

Principalmente progetti su startup tecnologiche e su miglioramenti di gestione e competitività di aziende di medie e piccole dimensioni, in Italia ed all’ estero. In questo periodo sto lavorando con un caro amico, l’ex Head of Design di Nokia, su progetti di wearables per aziende del settore accessori moda, sport e luxury/gioielli e sulla consulenza alle imprese per il miglioramento di competitività e redditività, per dare una risposta concreta alle aziende italiane portando esperienze e modelli di business efficaci e moderni.