19 marzo 2019
Aggiornato 20:00
Social network

Facebook «ha cambiato Dna»

Alla fine di un anno puntellato di scandali, intrusioni informatiche e bug, Mark Zuckerberg (CEO di Facebook) sostiene che negli ultimi 12 mesi il social network ha cambiato Dna

Facebook «ha cambiato Dna»
Facebook «ha cambiato Dna» ANSA

NEW YORK - Aveva iniziato il 2018 con il buon proposito di «fix», sistemare, Facebook. Alla fine di un anno puntellato di scandali, intrusioni informatiche e bug, il Ceo del gruppo sostiene che negli ultimi 12 mesi il social network ha cambiato Dna. Accusato di avere sottovalutato nel 2016 la portata delle intrusioni della Russia sulla piattaforma, di non avere fatto abbastanza per impedire la circolazione di fake news e per fermare gli abusi, Mark Zuckerberg ha dovuto fare i conti lo scorso marzo con lo scandalo di Cambridge Analytica, la ormai defunta società londinese di dati accusata di avere «impropriamente» condiviso i dati di 87 milioni di utenti senza il loro permesso. Il caso lo ha costretto a fare il suo debutto davanti ai legislatori.

Il 25 settembre l'azienda ha scoperto problemi di sicurezza a danno di 30 milioni gli account Facebook e a dicembre - giusto per citare alcuni casi - ha dovuto difendersi dalle accuse in arrivo dai legislatori britannici, che avevano deciso di pubblicare circa 250 pagine di email circolate all'interno del social network e che secondo loro dimostrano che l'azienda offrì ad alcuni inserzionisti un accesso speciale ai dati dei suoi utenti. In tutto questo, Facebook è stata travolta dalle polemiche per avere lanciato una campagna di lobbying per combattere i critici e screditarli, a partire dal miliardario George Soros.

In un post pubblicato sul social network, Zuckerberg ha spiegato che «abbiamo alterato completamente il suo Dna per concentrarci sul prevenire danni a tutti i nostri servizi». Ora, sostiene il Ceo, l'azienda «è molto diversa» da quello che era nel 2016 o «anche solo un anno fa». Ricordando che il gruppo ha oltre 30mila persone che lavorano sulla sicurezza, su cui ha investito miliardi di dollari, il Ceo si è detto «orgoglioso dei progressi fatti».

Zuckerberg ha ammesso che i problemi che lo hanno travolto «richiedono più di un anno» per essere risolti ma lui ha garantito che sono stati messi a punto piani pluriennali per «riorganizzare il nostro sistema».

Ormai abituato ai mea culpa, il Ceo di Facebook ha aggiunto che «c'è ancora molto lavoro da fare» e si è detto «impegnato» a portare avanti nel nuovo anno i progressi fatti fino ad ora per prevenire l'interferenza nelle elezioni, per fermare la diffusione di contenuti «lesivi», per permettere agli utenti di controllare in modo migliore le loro informazioni e per cercare di migliorare il benessere degli iscritti al social network.

Zuckerberg ha però messo le mani avanti: «Questo non significa che cattureremo ogni attore o contenuto cattivi» perché nel caso dell'interferenza elettorale o dei discorsi improntati all'odio «i problemi non possono essere mai pienamente risolti». Detto questo, lui sostiene di avere messo a punto «i sistemi più avanzati al mondo per identificare e risolvere queste questioni» e ha promesso che «ulteriori miglioramenti verranno fatti negli anni a venire».

Come suo solito, l'a.d. ha rispolverano il concetto di «costruire comunità e unire le persone» via Facebook, usato ogni giorno da oltre due miliardi di persone. Con Facebook, ha scritto, sono stati raccolti più di un miliardo di dollari per cause diverse e sono stati trovati più di 1 milione di posti di lavoro. Sempre per sottolineare gli aspetti positivi del social, Zuckerberg ha aggiunto che oltre 90 milioni di piccole aziende usano gli strumenti dell'azienda e che oltre la metà sostiene di avere assunto più persone grazie ad essi. Ora lui deve sperare che il 2019 sia davvero «grandioso» come lui ha scritto. Gli azionisti lo esigono dopo un anno in cui il titolo ha ceduto il 24% circa.