22 settembre 2018
Aggiornato 01:00

Cos'è la gamification e perchè può aiutare la tua startup

Anche se la gamification può essere ancora un concetto e una soluzione relativamente nuova nei mercati emergenti, non è così nelle altre parti del mondo
Cos'è la gamification e perchè può aiutare la tua startup
Cos'è la gamification e perchè può aiutare la tua startup (Shutterstock.com)

ROMA - Un metro di nastro adesivo e un metro di spago, venti spaghetti e un solo marshmallow: sono gli elementi necessari a costruire, in diciotto minuti, una torre, la più alta possibile, con in cima quella caramella color pastello che mangiavamo sempre durante le feste di compleanno. In apparenza un giochino, in realtà uno dei più interessanti esercizi di team building- la Marshmallow challenge, sviluppata dal designer Peter Skillman -, che costringe le persone coinvolte a collaborare molto rapidamente per trovare una soluzione (anzi, la soluzione). Un esercizio di problem solving per rafforzare anche la cooperazione e la collaborazione del team, uno dei pilastri più importanti per il corretto funzionamento di un’impresa o di una startup, soprattutto nelle prime fasi iniziali.

E’ per questo che Peekaboo - il pre-acceleratore d’impresa nato a Roma nel 2015 e attivo a livello nazionale - ha da tempo introdotto la Marshmallow Challenge nei propri percorsi formativi per startupper: il Lean Startup Program - di cui sta per partire la quinta edizione - ma anche in quelli realizzati per ENEL e Unilever, di cui è partner ufficiale per la formazione aziendale. Anticipando di fatto una tendenza che sta portando molte grandi aziende ad applicare gamification e metodi alternativi per il recruiting e lo sviluppo di progetti innovativi.

Anche se la gamification può essere ancora un concetto e una soluzione relativamente nuova nei mercati emergenti, non è così nelle altre parti del mondo. Organizzazioni come LinkedIn, Google, Target, SalesForce sono solo alcune tra le oltre 400 multinazionali che hanno investito e sfruttato i vantaggi della gamification. E il suo utilizzo cresce continuamente, rendendola meno una soluzione di nicchia e più attraente per qualsiasi azienda. «Questo perchè si sono resi conto che per trarre il maggior beneficio da una loro risorsa umana, la si deve stimolare e invogliare a fare sempre meglio attraverso pratiche nuove, innovative, ma soprattutto divertenti. Il vantaggio principale è quello di abituare i vari team che compongono la struttura aziendale a cooperare e collaborare attraverso il gioco - ci racconta Filippo Pecchia- project manager Peekaboo Lean Startup Program -. Un gioco ovviamente costruttivo, che porti le persone a confrontarsi su una stessa problematica e risolvere la stessa attraverso l'utilizzo di pratiche 'non standard'. Sicuramente è nella fase di team building che la gamification fa riscontrare i risultati migliori». In buona sostanza la gamification può essere utile per gestire l’aumento delle vendite, migliorare la consapevolezza del marchio, i prodotti, i servizi, fino al coinvolgimento dei dipendenti.

Si tratta, fondamentalmente, di diventare giocatori. Per lavorare. Probabilmente in questo momento starete pensato a bambini o a giovani adulti maschi (fino ai 20 anni, di solito). Sarete sorpresi di apprendere che questa è in realtà una popolazione di giocatori piuttosto imprecisa. L'ampio uso della tecnologia mobile ha completamente alterato chi è veramente il giocatore medio. Statisticamente, il giocatore medio ha 35 anni e il 72% di loro ha più di 18 anni. Il 47% di questi giocatori sono donne (quasi la metà) e ci sono più donne adulte che ragazzi di 18 anni. Sulla base delle statistiche, è molto probabile che i vostri dipendenti, uomini e donne, siano tutti giocatori. Il che significa che sarà molto più semplice adottare le tecniche di gamification all’interno dell’azienda. E dato che stanno già giocando e continueranno a farlo, potreste anche farli giocare a giochi che si concentrano sulle strategie aziendali. Ora è solo una questione di come si può coinvolgere e distogliere la loro attenzione attraverso i giochi per aiutare la vostra azienda ad avere più successo.

Non stiamo parlando solo di competenze tecniche, ma anche di quelle che vengono spesso definite «soft skill». Un patrimonio da considerare. Del resto, oggi, la nostra società è dominata da una specie di darwinismo digitale, in cui le competenze sono la nuova moneta: le imprese sopravvivono solo innovando, e per innovare è necessario avere a disposizione le risorse adeguate. Anche di tipo più «umanistico», se vogliamo. L’ultimo rapporto dell’American Academy of Arts and Sciences afferma - ad esempio - che chi ha conseguito lauree umanistiche può ambire a importanti ruoli anche nelle aziende tecnologiche.  Uno dei motivi è rappresentato dal fatto che chi si è iscritto a Lettere o a Storia ha sempre saputo che avrebbe dovuto reinventarsi per rendere le proprie competenze utili nel mondo del lavoro. Ciò garantisce ai laureati di quest’ambito una duttilità e una versatilità sconosciute a coloro che hanno conseguito lauree più professionalizzanti. Questa caratteristica si rivela particolarmente utile in un mondo i cui scenari sono in continuo e rapidissimo mutamento. Proprio come il settore digitale. «E le soft skill sono proprio quelle che vengono in risalto grazie alla gamification - ci spiega Filippo Pecchia -. Sicuramente la creatività e lo sviluppo del pensiero laterale, ma ancor di più il problem solving e il team working sono le skill maggiormente sviluppate e migliorate attraverso pratiche di gamification».

La Marshmallow challenge è quindi uno dei punti di forza dei programmi di Peekaboo, il cui obiettivo è proprio quello di trasformare una semplice idea in un business concreto. «Grazie alla metodologia ‘Lean Startup’, che fa da padrone in tutti i nostri programmi, un team sarà in grado di validare la sua idea in sole 10 settimane, passando così dalla fase embrionale della stessa al vero e proprio sviluppo - conclude Filippo -. I partecipanti, attraverso strumenti messi a disposizione dai mentor e dal team Peekaboo, saranno in grado di analizzare il mercato di riferimento, ricercare competitor e stabilire così un vantaggio competitivo per differenziarsi, saranno in grado di sviluppare un MVP, realizzeranno landing page e siti web e saranno formati sul tema pitch, il momento in cui saranno chiamati a presentare la loro idea di startup davanti a veri investitori. Per sintetizzare, il nostro programma stimola l'imprenditorialità attraverso pratiche e strumenti che permettono un risparmio di tempo e di denaro e che, attraverso continui miglioramenti dell'idea, permetteranno la completa validazione dell'idea sul mercato».