22 settembre 2018
Aggiornato 01:00

Il bando che farÓ assumere oltre 2200 ricercatori in Italia

Una ventata d’aria fresca per i nostri ricercatori italiani, il cui precariato ha, ormai, raggiunto i minimi storici. Come partecipare al bando
Il bando che farÓ assumere oltre 2200 ricercatori in Italia
Il bando che farÓ assumere oltre 2200 ricercatori in Italia (Shutterstock.com)

ROMA - Saranno 2200 i ricercatori che dovrebbero essere assunti nei prossimi mesi in seguito al piano straordinario varato dal MIUR e previsto dalla legge di Bilancio per il 2018. Si tratta di 1.305 posti di ricercatori di tipo B destinati alle Università e di altri 308 posti a tempo indeterminato per gli Enti per la ricerca vigilati dal MIUR. Pubblicato in questi giorni anche il bando PON da 110 milioni che consentirà di attivare altri 600 posti di ricercatore di tipo A (triennali) per gli Atenei meridionali.

Una ventata d’aria fresca per i nostri ricercatori italiani, il cui precariato ha, ormai, raggiunto i minimi storici. Un dato: solo al Cnr, il maggiore ente pubblico di ricerca, il 40% dei dipendenti è precario, circa 4mila unità. «Merito» della spesa pubblica in ricerca e sviluppo che in Italia continua ad essere molto bassa, talmente bassa che pure Nature, una delle riviste più autorevoli del mondo si è accorta di questa drammatica lacuna. Dopo la crisi economica del 2008, la già modesta spesa italiana in ricerca e sviluppo è diminuita del 20% in termini reali, vale a dire 1,2 miliardi di euro. Nel 2016 ammontava a 8,7 miliardi di euro. Il bilancio universitario si è ridotto di circa un quinto - a 7 miliardi di euro - così come il numero dei professori a livello nazionale. I finanziamenti per gli istituti pubblici di ricerca non sono superiori a quelli del 2008, con un calo del 9% in termini reali.

Il decreto per le Università prevede 12 milioni di stanziamento per il 2018 e altri 76,5 a partire dal 2019 per il reclutamento di ricercatori di tipo B e per il loro consolidamento alla fine del contratto triennale, una volta ottenuta l’abilitazione scientifica nazionale nella posizione di professore di seconda fascia. I posti finanziati sono 1.305; consentiranno di riequilibrare la presenza di ricercatori e ricercatrici sul territorio e di innalzare i livelli della ricerca nelle diverse aree disciplinari. I posti saranno così ripartiti: una quota fissa fra 2 e 10 ricercatori sarà assicurata a ciascun Ateneo sulla base delle sue dimensioni; una ulteriore quota di 2 ricercatori sarà attribuita a ciascuno dei 172 dipartimenti che hanno partecipato alla selezione per i dipartimenti di eccellenza 2018-2022 ma che non sono risultati fra i 180 beneficiari del Fondo messo a bando; 327 posti saranno ripartiti sulla base della valutazione della qualità della ricerca (VQR 2011-2014) e 326 posti, infine, saranno distribuiti in modo da riequilibrare la presenza di ricercatori tra gli Atenei considerando sia la quantità di ricercatori già in servizio, sia la loro percentuale rispetto al resto della docenza.

Il decreto relativo agli Enti Pubblici di ricerca prevede 2 milioni per l’anno 2018 e 13,5 a partire dal 2019. La determinazione delle somme spettanti a ciascun Ente è stata effettuata tenendo conto della distribuzione ordinaria e premiale del FOE (il Fondo ordinario di finanziamento) negli ultimi 3 anni. Si potranno assumere ricercatori e tecnologi a tempo indeterminato.

Il bando PON, infine, mette a disposizione 110 milioni per due linee di intervento che guardano alla mobilità e all’attrazione di giovani ricercatori in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La Linea 1, mobilità dei ricercatori, punta a sostenere la contrattualizzazione, come ricercatrici e ricercatori, con durata del contratto pari a 36 mesi, di dottori di ricerca con titolo conseguito da non più di quattro anni, da indirizzare alla mobilità internazionale (con un periodo da 6 a 15 mesi da trascorrere all’estero). La Linea 2, attrazione dei ricercatori, punta a sostenere la contrattualizzazione, con durata del contratto pari a 36 mesi, di giovani  dottori di ricerca, che operano attualmente fuori dalle regioni obiettivo del PON 2014-2020, con un titolo conseguito da non più di otto anni e che abbiano già avuto un’esperienza almeno biennale presso altri atenei/enti di ricerca/imprese con sede operativa all’estero.

Tutti i dettagli si possono trovare sul sito del MIUR. Le domande dovranno essere presentate tramite i servizi dello sportello telematico (http://aim.cineca.it), a partire dalle ore 15.00 del 23 aprile 2018 fino alle ore 15.00 del 31 maggio 2018, sulla base della modulistica presente sul sito.