15 novembre 2019
Aggiornato 01:00
tecnologia

Come cambierà il lavoro dei «boomers», i nati negli anni '60

Il lavoro dei boomers sarà soggetto a gravi perturbazioni entro il 2030. Gli scenari

Come cambierà il lavoro dei «boomers», i nati negli anni '60
Come cambierà il lavoro dei «boomers», i nati negli anni '60 Shutterstock

ROMA - In America vengono definiti «boomers». Sono quelle persone nate in USA e in Europa tra il 1945 e il 1964 e che, grazie alle condizioni di prosperità di quell’epoca, hanno contribuito a quello che fu un sensibile aumento demografico, il cosiddetto «boom economico». Bene, se siete uno dei questi, il vostro mondo del lavoro sarà soggetto a gravi perturbazioni entro il 2030, secondo un nuovo rapporto della società di consulenza manageriale Bain & Company. «La profondità e l'ampiezza dei cambiamenti nel 2020 distingueranno questa trasformazione da molte altre precedenti» ha dichiarato il rapporto Labor 2030: The Collision of Demographics, Automation and Inequality.

Ma qui c'è la sorpresa più grande: alcune di queste interruzioni renderanno più facile per le persone nate negli anni ’50 e ’60 continuare a lavorare, trovare lavoro e avviare imprese. La ragione principale di questa buona notizia è che l'abbondanza di manodopera vista dagli anni Settanta - dovuta ai boomers e alle donne che entrarono nella forza lavoro - è in via di liquidazione. Il report prevede che la crescita della forza lavoro negli Stati Uniti rallenterà allo 0,4% annuo nel 2020. A causa di questa regressione, i datori di lavoro saranno ansiosi di rimanere attaccati a quelli che hanno e invogliare i candidati, anche quelli più anziani, ad unirsi a loro.

I «boomers» rimarranno un'importante pool di talenti fino al 2030, quando interverrà la cordata più giovane. C’è poi da considerare la questione delle competenze. La cosiddetta «guerra per il talento» porterà le aziende a innovare follemente per fare offerte convincenti ai lavoratori. Il report, a questo punto, prevede non solo una maggiore domanda di organizzazione flessibile del lavoro da parte dei dipendenti e dei candidati all'assunzione, ma anche una maggiore necessità di una forza lavoro flessibile in generale. Per mantenere i lavoratori anziani ci potranno essere più opportunità di attrezzare le competenze e addirittura probabili benefici.

Man mano che il talento competitivo aumenta, le offerte di lavoro standard andranno a scomparire a favore di miscele personalizzate di compensazione, benefici e ore. La discriminazione basata sull'età da parte dei datori di lavoro non scomparirà, ma cambierà. E’ probabile che si vedranno un maggior numero di collaboratori a tempo parziale e indipendenti. In ogni caso, la possibilità di lavorare più a lungo, anche per gli anziani, potrà rappresentare una vera e propria manna dal cielo: solo il 20% delle famiglie più anziane avrà probabilmente risparmi sufficienti per sostenere un pensionamento tradizionale. Ovviamente la domanda sorge spontanea. I lavoratori over 60 saranno in grado fisicamente di lavorare? Secondo il report sarà possibile se il candidato sarà ben istruito e ad alto reddito: meno opportunità, invece, nel caso contrario, in presenza di candidati con competenze standard e problemi di salute.

Quanto ai robot? L'automazione può essere motivo di preoccupazione per molti, ma potrebbe forse costituire un'opportunità per la carriera di qualcuno o per il suo portafoglio investimenti. Il report ritiene che la rapida diffusione dell'automazione possa eliminare dal 20 al 25% dei posti di lavoro attuali, pari a 40 milioni di lavoratori sfollati. I più colpiti saranno i lavoratori che attualmente fanno tra i 30.000 e i 60.000 dollari all'anno. L’automazione però sarà utile per gli imprenditori, aumentando la possibilità di accedere ai mercati internazionale. Il rapporto ha anche osservato che ora gli imprenditori possono utilizzare post sui social media, annunci mirati sui motori di ricerca e newsletter email per accelerare il proprio business. Strumenti che prima non esistevano.

Altri beneficiari dell'automazione saranno le persone con ruoli manageriali che richiedono competenze professionali e che hanno la capacità di lavorare con le nuove tecnologie e di utilizzarle per aumentare la produttività, come gli scienziati di dati.