13 dicembre 2018
Aggiornato 23:30

Cisco sceglie Napoli per la sua Academy, nasce l'hub per le competenze 4.0

Cisco lancia la sua Academy nell'Università Federico II di Napoli per studenti e aziende
Cisco sceglie Napoli per la sua Academy
Cisco sceglie Napoli per la sua Academy (ANSA)

NAPOLI - Cisco ha scelto Napoli per investire. Lo ha fatto all’Università Federico II (dove già Apple ha avviato l’accademia per sviluppatori iOS), lanciando Cisco Academy, una nuova iniziativa che unisce le opportunità di formazione dei corsi e un centro per la co-innovazione rivolto alle aziende. Ma scegliere Napoli, significa anche un po’ scegliere il Mezzogiorno, un Mezzogiorno che non ha mai registrato una crescita così florida come nei dodici mesi passati. Se le imprese italiane crescono - come mostrano i dati Unioncamere e InfoCamere - è merito del Sud Italia a cui si deve quasi il 60% dell’aumento complessivo, una quota record nella storia del saldo nazionale.

Ed è un Mezzogiorno che vuole ripartire dal digitale quello a cui si rivolge Cisco con un progetto che avrà l’obiettivo di diffondere le competenze digitali (in modo particolare legate ai settori dell’Industria 4.0), creare maggiori opportunità di occupazione per i giovani e contribuire alla crescita dell’economia nel territorio. Gli studenti dell’università del polo universitario di San Giovanni a Teduccio potranno frequentare i percorsi di formazione su Internet of Things, Cybersecurity e tecnologie di rete;  inoltre, sia gli studenti sia le aziende che saranno coinvolte nei progetti di co-innovazione avranno a disposizione la piattaforma della community Cisco DevNet, per acquisire competenze nell’ambito dello sviluppo di applicazioni per software, dispositivi e reti.

Ma quello di Cisco non è progetto dedicato solo ai giovani: ci sono oggi in Italia 13 milioni di adulti con skill di base bassi; si tratta soprattutto di persone mature, che lavorano nelle piccole imprese e di immigrati. A fronte di questo, solo il 14% degli adulti a bassa qualificazione partecipa a qualche tipo di formazione per adulti. L’idea di Cisco, infatti, si spinge molto più avanti e tocca un tassello fondamentale del nostro sistema universitario e lavorativo, il trasferimento tecnologico. Aule e laboratori della Networking Academy presso l’Università Federico Secondo apriranno le porte alle aziende del territorio e ai protagonisti dell’ecosistema dell’innovazione, creando così il nuovo Co-Innovation Hub. Il centro sarà attivato con la collaborazione dell’incubatore tecnologico Campania NewSteel e ospiterà iniziative per il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di competenze indirizzate alle aziende, dedicate in particolare ai temi dell’impresa 4.0 e della app economy – utilizzando anche la piattaforma e gli strumenti disponibili in Cisco DevNet, la community dedicata agli sviluppatori.

La scelta di lavorare in un’ottica di co-innovazione aiuterà a connettere i migliori talenti, idee e tecnologie disponibili sul territorio, per creare nuove opportunità di crescita. Le attività del centro coinvolgeranno anche gli studenti della Networking Academy, che in questo modo potranno mettere in pratica le competenze acquisite ed avere un canale di contatto diretto con le aziende. «Siamo molto contenti che questo progetto nuovo nasca a Napoli - ha affermato fiero Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia -. La nostra esperienza in meridione, con le altre Networking Academy, con le aziende del territorio, la ricerca, l’università, ci ha fatto capire che il Sud ha una ricchezza di idee e capitale umano incredibile, che merita il massimo spazio per diventare una leva di rilancio importantissima per l’Italia».

Dello stesso parere anche premier Gentiloni che ha partecipato all’inaugurazione della Cisco Academy: «Il Sud si muove con le sue forze - ha ribadito - ma anche con l’impegno del governo per creare condizioni favorevoli perché le imprese investano al Sud. L’innovazione tecnologica ci aiuta a ridurre le distanze tra grandi aree urbane e territorio che le circonda, tra Nord e Sud, tra diversi quartieri della stessa città. Potenzialmente l’innovazione digitale riduce differenze, dà pari opportunità informative e tecnologiche».