19 giugno 2021
Aggiornato 04:30
ricerca scientifica

E' Bologna la città dove si farà più ricerca: boom di finanziamenti dal Miur

Il Miur destina ben 113 milioni di euro ai dipartimenti bolognesi. Punta di diamante Ingegneria e Industria 4.0

BOLOGNA - La ricerca italiana si farà a Bologna. Non solo per i ricercatori - sicuramente tra i migliori - ma perchè i dipartimenti bolognesi sono anche quelli che riceveranno, nel prossimo quinquennio, più fondi dal Miur. E si sa, con più capitali a disposizione è, naturalmente, più semplice lavorare. Solo oltre 113 i milioni di euro che il Governo ha destinato ai 14 dipartimenti bolognesi ammessi al finanziamento - contro, ad esempio - i misteri sei milioni di euro che il Miur ha destinato al «Parthenope» di Napoli (città che -peraltro - ha ospitato quest’anno il nono Premio Nazionale dell’Innovazione).

Così tanti fondi per fare ricerca, investiti nei laboratori e per assumere docenti e ricercatori, non si vedevano da tempo. In totale il Miur ha stanziato 1,355 miliardi di euro, da dividere in 5 anni e per 180 dipartimenti universitari, i migliori (in teoria), scelti sulla base dei progetti presentati anche in ottica Industria 4.0. In gara per ottenere i capitali del Governo ce n’erano 750.

Ebbene, scorrendo la lista del Miur, a guadagnarsi i capitali più ingenti è proprio la città di Bologna, con 14 dipartimenti selezionati sui 32 presenti, che ottengono un finanziamento complessivo di 113,8 milioni di euro, oltre 22 milioni all’anno. Seguono Padova con 102 milioni da dividere tra i 13 dipartimenti (sui 31 totali) e Torino con 10 dipartimenti (l’ateneo piemontese ne conta 26 in tutto) che dovranno spartirsi 81 milioni. Come è possibile evincere dalla tabella, la maggior parte dei capitali è stato indirizzato nel Nord Italia. Sono, infatti, 106 le università del Nord che hanno ottenuto i finanziamenti erogati dal Miur, contro le 49 del Centro e le 25 del Sud, una ripartizione che purtroppo continua a mostrare una spaccatura considerevole nel Paese. Sono solo 8 i milioni, ad esempio, assegnati rispettivamente alle Università di Palemo e Salerno, giusto per citare due esempi.

Punta di diamante, anche relativamente a quanto disposto dal Piano Calenda, sarà l’Industria 4.0. L’Università di Bologna è, infatti, tra gli atenei in corsa al bando previsto dal MISE per la realizzazione sul territorio italiano dei Competence Center. Bando che - salvo ulteriori ritardi - dovrebbe essere sbloccato nei prossimi mesi. L’attenzione è puntata sulle discipline che stanno realizzando la trasformazione digitale e l’automazione, quindi robotica, meccatronica, fotonica, Big Data, Internet of Things. In questo senso i Competence Center saranno delle ‘isole tecnologiche’ in cui testare le tecnologie pronte per il mercato e aiutare le imprese nell’avviare correttamente la trasformazione digitale. Data l’introduzione, nell’ateneo bolognese, dell’atteso corso di Meccatronica, è possibile che il Competence Center emiliano possa specializzarsi nelle filiere della meccatronica, del biomedicale, dell’agroalimentare e dell’industria creativa, fino all’edilizia.