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Il fondo da 5 miliardi di Intesa per lo sviluppo di un Turismo 4.0

Intesa Sanpaolo stanzia un plafond da 5 miliardi di euro da destinare alle imprese turistiche per lo sviluppo digitale e tecnologico del settore

Il fondo da 5 miliardi di Intesa per lo sviluppo di un Turismo 4.0
Il fondo da 5 miliardi di Intesa per lo sviluppo di un Turismo 4.0 (Shutterstock.com)

ROMA - Quante volte vi è capitato di scartare una struttura alberghiera se non aveva un sito web di riferimento o, lo stesso, era strutturato con una user experience di difficile interpretazione? Una patata bollente quella del turismo italiano e delle nostre meraviglie, poco valorizzate e restie allo sviluppo digitale. Spesso sono i problemi culturali a frenare ristoratori e alberghieri, o l’impossibilità di reperire le figure competenti adeguate per un'adeguata digitalizzazione. Una patata bollente che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e il Gruppo Intesa Sanpaolo si sono presi il compito di risolvere, attraverso un accordo siglato oggi e che prevede lo stanziamento di un plafond da 5 miliardi di euro per lo sviluppo di un Turismo 4.0.

«Nel nostro Paese la sfida del turismo si gioca sulla capacità di creare valore su una ampia filiera, grazie ad un reticolo efficiente costruito su investimenti, innovazione, cultura, formazione, offerta integrata e digitale – spiega Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo -. Siamo a disposizione per trovare soluzioni che consentano di estendere al turismo le opportunità offerte dal Piano Impresa 4.0 e consideriamo le imprese del settore tra quelle oggetto di particolare valorizzazione nelle nostre valutazioni di merito creditizio e commerciale, anche grazie alla coerenza dei loro progetti di sviluppo con le priorità previste dal Piano Strategico del Turismo ed alla loro capacità di coinvolgere settori trainanti dell’economia italiana come l’agroalimentare e la cultura».

Del resto gli effetti del turismo nazionale, che siano essi diretti o indiretti, rappresentano l’11% sul PIL e il 12,5% sull’occupazione. Il settore, peraltro, sta godendo di un momento di forte crescita. Fondamentale in tal senso si sta dimostrando il contributo del turismo straniero. L’Italia è la prima «dream destination» al mondo: gli arrivi di turisti non residenti sono cresciuti del 35,8% tra il 2008 e il 2016, secondo le rilevazioni Istat, raggiungendo quota 56,8 milioni; nel medesimo periodo, le presenze (numero di notti trascorse negli esercizi ricettivi) sono aumentate del 23,3%, per un complessivo pari a 199,4 milioni e un grado di internazionalizzazione prossimo al 50%. Se si sommano anche i turisti residenti, si giunge ad un totale di 117 milioni di arrivi e 403 milioni di presenze nel 2016. L’anno che si è appena concluso si profila inoltre come il migliore del decennio: tanto i dati preliminari Istat quanto le indagini previsionali promosse da altre fonti si dimostrano concordi nel sottolineare una ulteriore crescita di arrivi e presenze nel 2017, con impatti positivi sui ricavi. Il nostro Paese può infatti contare su un’offerta turistica diversificata, che va dal turismo d’arte a quello marino, dal lacuale al montano, fino ad arrivare al termale e alle nuove forme di turismo escursionistico ed enogastronomico. Nonostante, ad oggi, resti preponderante la componente di turismo europeo, stanno aumentando i visitatori provenienti da paesi emergenti, con un ruolo di primo piano dell’Asia.  

La domanda turistica internazionale si presenterà in forte crescita anche negli anni a venire, nell’ordine di un 3,3% medio annuo da qui al 2030, secondo le stime UNWTO (United Nations World Tourism Organization). Sarà quindi necessario che il nostro Paese si doti degli strumenti necessari per agganciare il trend e creare un vantaggio competitivo del nostro sistema turistico: rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori significa ristrutturare ed ammodernare le strutture ricettive, incrementare la qualità dell’accoglienza e della formazione degli operatori attraverso processi di innovazione e digitalizzazione, anche facendo proprio il modello espresso da Industria 4.0, nonché migliorare la raggiungibilità delle destinazioni. «Investire» rappresenta, in termini sintetici, la parola chiave nell’orizzonte di medio-lungo termine.

L’accordo siglato oggi rappresenta un punto di incontro delle azioni portate avanti sia da MIBACT che da Intesa Sanpaolo a supporto e per lo sviluppo del sistema turistico e culturale. Con il Piano Strategico del Turismo 2017-2022 il Governo ha infatti individuato le linee guida strategiche per lo sviluppo del settore: innovazione tecnologica e organizzativa, valorizzazione delle competenze, qualità dei servizi, rilancio e consolidamento della filiera allargata del turismo fino a cultura ed enogastronomia. Direttrici, tuttavia, non sempre facilmente assimilabili per le molte micro/piccole imprese che contraddistinguono l’offerta turistica italiana. Se infatti, da un lato, la ricettività italiana si posiziona al primo posto tra i concorrenti europei in termini di numero di alberghi e posti letto, dall’altro resta un serio problema dimensionale delle imprese turistiche. Una indagine condotta recentemente da Intesa Sanpaolo su un campione significativo di imprese turistiche nazionali individua proprio nella questione dimensionale il principale freno agli investimenti, volano di crescita. Occorre dunque implementare strumenti che favoriscano forme di integrazione fra le imprese, sviluppo di modelli reticolari di offerta ricettiva, riposizionamento all’interno delle dinamiche internazionali delle filiere/reti del settore, e facilitino tanto la promozione di innovazione, digitalizzazione e creatività, quanto il rafforzamento organizzativo e culturale del sistema imprenditoriale.

L’accordo siglato oggi si focalizza su tali finalità, per le quali sono necessari investimenti. Per facilitare l’accesso al credito da parte delle imprese del settore, Intesa Sanpaolo ha reso disponibile un plafond di 5 miliardi di euro in tre anni destinato prioritariamente alla predisposizione di un vero e proprio «Patto per il Turismo 4.0».

Queste le principali leve di azione individuate:

1) Individuazione di strumenti per estendere al settore del turismo le opportunità offerte dal Piano Impresa 4.0, in particolare per rendere ammissibili ai benefici del superammortamento e dell’iperammortamento anche i progetti di ristrutturazione e riqualificazione degli edifici destinati al turismo e alla cultura;

2) Valorizzazione del settore turistico nelle valutazioni di merito creditizio. Oltre al tema della coerenza dei singoli progetti con le priorità previste dal Piano Strategico del Turismo (PST) e dai Piani attuativi annuali, verrà riservata un’attenzione particolare alle formule di aggregazione, come strutture diffuse e filiere orizzontali. Verranno inoltre valorizzati fattori intangibili come qualità del management, formazione, utilizzo di canali internet di vendita o di metriche basate sui giudizi espressi dalla clientela (es. web reputation).

3) Iniziative di sostegno mediatico e culturale. Organizzazione di eventi ad alta attrattività mediatica, volti a «raccontare l’Italia e il suo territorio», passando dall’approccio di viaggio generico e tradizionale a quello esperienziale ed emozionale. Attivabili anche iniziative trasversali per cogliere al meglio le opportunità offerte dall’Art bonus.

4) Iniziative formative finalizzate a sviluppare percorsi di crescita professionale e manageriale. Intesa Sanpaolo renderà disponibili metodologie e contenuti formativi adottati al proprio interno, fruibili anche in modalità e-learning personalizzabile. Offrirà assistenza per la ricerca e l’utilizzo di fondi per la formazione continua, anche con forme di prestito d'onore per consentire la formazione degli studenti non solo a livello accademico.