Innovazione | Intelligenza artificiale

Il guardiano di casa del futuro? Un mini drone (intelligente)

Murphy è un mini drone dotato di intelligenza artificiale. Può essere comandato semplicemente attraverso la voce

Il guardiano di casa del futuro? Un mini drone (intelligente)
Il guardiano di casa del futuro? Un mini drone (intelligente) (Ulule)

MILANO - «Il nostro drone lo possono comandare tutti direttamente con la voce, un po’ come facciamo già tutti i giorni con il nostro smartphone con l’assistente vocale di Google». Mi parla soddisfatto del suo progetto Gennaro Ardimento, CEO di mr.idea, startup innovativa che ha creato Murphy, mini-drone dotato di intelligenza artificiale e in grado di interagire con l’utente attraverso dei semplici comandi vocali. Una tecnologia semplice per avvicinare piccoli e grandi al vasto mondo dell’intelligenza artificiale e della robotica. E una passione dirompente, quella per la tecnologia, che ha spinto un gruppo di amici a dedicare anima e corpo a questo progetto.

Il mercato dei controlli vocali sta registrando un’impennata senza precedenti, espandendosi su diverse piattaforme, dagli altoparlanti intelligenti ai dispositivi indossabili. Secondo un nuovo rapporto di Juniper Research il numero totale di dispositivi di assistenza vocale raggiungerà 870 milioni negli Stati Uniti entro il 2022 - un aumento del 95% rispetto al totale di 450 milioni stimato per il 2017.

«Attraverso i comandi vocali sarà possibile inviare Murphy in tutte le aree della casa, chiedergli di scattare fotografie o registrare dei video - mi spiega meglio Gennaro -. Un robot volante capace di diventare a tutti gli effetti un assistente personale per la sicurezza domestica di bambini, anziani e animali. E’ molto semplice da usare anche per le persone diversamente abili e può essere comandato anche da remoto, dall’ufficio per esempio, per capire cosa stia succedendo in casa in quel preciso istante. Gli abbiamo dato la voce di Wally, simpatica e robotizzata. Il fatto di poter parlare a un drone è stata da subito la vera grande innovazione del nostro progetto». Il comando vocale è attivato tramite l’associazione bluetooth allo smartphone, sul quale è possibile visualizzare tutto ciò che l’occhio di Murphy vede all’interno dell’ambiente domestico, attraverso app dedicata. Il mini drone, infatti, ha integrata una fotocamera con trasmissione video streaming e la ricerca online. «Così, se gli chiediamo qualcosa, è in grado di risponderci automaticamente attraverso una ricerca sul web, proprio come avviene per Google Assistant», precisa Gennaro.

Il guardiano di casa del futuro? Un mini drone (intelligente)
Il guardiano di casa del futuro? Un mini drone (intelligente) (Ulule)

Murphy si ricarica tramite una base a induzione magnetica ed è in grado di spostarsi autonomamente alla base nel momento in cui deve essere ricaricato (ha circa 15 minuti di autonomia). «Il nostro dispositivo sa da solo quando è giunto il momento di tornare alla base - continua Gennaro - e mentre si ricarica sarà possibile continuare a interagire con lui». Il mini drone è, inoltre, dotato di sensori che garantiscono una notevole stabilità di volo e un sensore a ultrasuoni capace di analizzare la quota di volo fino a 3 metri.

La voce, però, non sarà l’unica caratteristica di Murphy. L’obiettivo è quello di dotarlo di un motore emotivo e di modelli comportamentali tipici dell’uomo attraverso il machine learning, in modo da sviluppare progressivamente personalità distinte per ogni Murphy, associate al suo utente. Ogni robot in questo modo potrà esprimere il suo umore in base all’ambiente circostante e a ciò che gli succede. Le sue espressioni e la sua voce cambieranno nel momento in cui ad esempio riconoscerà un viso familiare. Al momento è possibile interagire con il device in lingua italiana e inglese, ma il team sta pensando anche allo sviluppo di altri linguaggi, spagnolo e tedesco.

Per continuare lo sviluppo di Murphy Gennaro e i suoi hanno avviato una campagna di raccolta fondi sul portale di crowdfunding Ulule. «I capitali raccolti serviranno proprio a sviluppare l’upgrade del device e a renderlo più ‘emozionatile’».