23 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
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Così i motori di ricerca stanno indebolendo Amazon (con l'm-commerce)

Amazon perde terreno come principale piattaforma di ricerca dei prodotti online. Molto di questo calo è dovuto all'aumento del m-commerce

Così i motori di ricerca stanno indebolendo Amazon (con l'm-commerce)
Così i motori di ricerca stanno indebolendo Amazon (con l'm-commerce) Shutterstock

MILANO - Secondo una ricerca di Survata citata da Bloomberg, pare che Amazon stia perdendo parecchio terreno quanto a principale destinazione per gli acquisti online. La quota del colosso di Jeff Bezos, nella ricerca iniziale dei prodotti, è scesa dal 55% del 2016 al 49% del 2017. Il calo è dovuto principalmente a Google e agli altri motori di ricerca, i quali guadagnano una quota del 36%, in crescita del 28% rispetto all’anno scorso. Questo significa che meno persone vanno sul sito di Amazon per cercare prodotti, mentre cresce la percentuale di consumatori che effettua ricerche direttamente sulla barra di Google, salvo poi essere indirizzati in un secondo momento sulla piattaforma di Jeff Bezos.

La causa principale del fenomeno potrebbe derivare principalmente dal commercio mobile, ovvero quello effettuato attraverso smartphone. I motori di ricerca sono, infatti, l’opzione più popolare per lo shopping mobile, con i consumatori che li privilegiano rispetto ai siti web dei rivenditori e loro relative applicazioni, tra cui - appunto - figura anche Amazon. Nelle vendite statunitensi l’m-commerce è cresciuto del 19% in questo anno e dovrebbe rappresentare quasi la metà di tutto il commercio elettronico degli USA entro il 2021. Questo significa che i rivenditori che vogliono competere contro Amazon possono cominciare ad attrezzarsi per avere in futuro maggiori possibilità sui motori di ricerca.

Un segmento molto importante e decisivo sarà rappresentato dal commercio vocale, effettuato quindi attraverso gli assistenti virtuali incorporati proprio negli smartphone. Secondo un nuovo rapporto di Juniper Research, entro il 2022, saranno ben 5 miliardi gli assistenti vocali installati sui cellulari in tutto il mondo. Con Alexa e suoi speaker intelligenti Amazon è già ben affermato in questo segmento, ma anche Google sta lavorando bene, allacciando accordi con i principali competitor del colosso di Jeff Bezos. Dopo aver stretto accordi con il Big della grande distribuzione americana Walmart, Google ha reso possibili gli acquisti attraverso il suo assistente vocale anche su eBay. La versione aggiornata è stata rilasciata in questi giorni e consente agli utenti di avviare una conversazione su un elemento che intendono acquistare su un altoparlante intelligente, per poi continuare l’esperienza di acquisto su uno smartphone. Il tutto grazie all’intelligenza artificiale di Big G.

Lo shopping effettuato attraverso assistenti virtuali farà ovviamente guadagnare terreno a Google, aumentando considerevolmente il suo monopolio nelle ricerche online. Entro il 2022, infatti, i dispositivi che utilizzano Google Assistant saranno molto più diffusi nel mercato degli smartphone rispetto a quelli che utilizzano gli assistenti vocali nativi concorrenti come Siri di Apple o Bixby di Samsung. I dispositivi che utilizzano Google Assistant rappresentano il 46% degli smartphone dotati di assistenti personali, ma entro il 2022 Google espanderà la sua quota di mercato oltre il 60%. Questo darà a Google un vantaggio importante negli anni a venire, perché i consumatori che hanno accesso ad un assistente vocale smartphone incorporato sono più propensi ad usare quello rispetto a un assistente derivante da una piattaforma concorrente.

Malgrado questo calo, la stagione natalizia 2017 ha fatto segnare un nuovo record di vendite, facendo - inoltre - aumentare anche il numero di clienti Prime. In una sola settimana oltre 4 milioni di persone hanno sottoscritto il proprio abbonamento Amazon Prime, incluse quelle che hanno iniziato il periodo di uso gratuito di 30 giorni.