21 aprile 2024
Aggiornato 20:00
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Storia del «Business Angel» e di come è arrivato qui in Italia (da Broadway)

La figura del business angels nasce a Broadway a fine '800. Da allora si tende a definirli investitori informali in attività ad alto tasso di rischio

Storia del «Business Angel» e di come è arrivato anche qui in Italia (Broadway)
Storia del «Business Angel» e di come è arrivato anche qui in Italia (Broadway) Foto: Shutterstock

ROMA - E’ una figurata ambita da parte delle startup, soprattutto in considerazione dei recenti dati che ci dicono che investono più loro in startup che i fondi di venture capital. Sono i business angels, quelle figure che si contrappongono agli investitori di capitale di rischio formale (fondi di investimento chiusi, VC o private equity). Un po’ ex titolari d’impresa, un po’ manager in pensione oppure liberi professionisti che desiderano poter acquisire parte di una società che operi in un business, spesso innovativo, rischioso ma ad alto rendimento atteso. Gli investimenti informali (business angels ed equity crowdfundig) in startup hi-tech, hanno raggiunto quest'anno 89 milioni di euro (superando gli 80 milioni degli investimenti formali). Ma quando nasce la figura del business angels?

Per raccontare la loro nascita dobbiamo tornare indietro di oltre 100 anni, a fine ‘800, negli Stati Uniti. E’ qui che si sarebbe sviluppata la categoria degli investitori informali, in un’America che rinasceva dopo la Guerra di secessione e, già allora, puntava sulle tecnologie e sui trasporti come volano per una seconda rivoluzione industriale. In quel contesto, ancora molto diviso, alcuni personaggi, particolarmente propensi al rischio, cominciarono a finanziare gli spettacoli di Broadway, ampia avenue di New York ed è una delle più antiche direttrici nord-sud della città, nata sul Wickquasgeck Trail, un sentiero tracciato dai nativi americani nella boscaglia e negli acquitrini dell'isola di Manhattan. In seguito questi personaggi cominciarono a investire in altre attività, tanto da essere considerati, nel 1933 «investitori accreditati», secondo la definizione che di tale categoria viene fornita già dal Securities Act.

Il fenomeno prese un piede più marcato con la creazione di una rete telematica, denominata Ace-Net, gestita da enti universitari e di ricerca, che fungeva e funge tuttora da punto di contatto tra finanziatori e finanziati imprenditori. È una sorta di piazza di incontro, creata in Internet dal SBA (Small Business Administration), il Ministero americano della piccola media impresa.

Esperienze di questo tipo si svilupparono anche in Europa, principalmente nel Regno Unito e in Olanda, dove la cultura imprenditoriale è molto più simile a quella americana e dove esiste una rete sviluppata di investitori informali. Nel 1996, la Comunità Economica Europea ha organizzato la prima Conferenza della rete europea dei Business Angels dando impulso allo sviluppo di realtà analoghe in altri paesi europei tra cui Germania, Francia, Belgio, Italia. Nel 1999 si è costituita EBAN (European Business Angels Network), alla quale ha aderito, dalla sua costituzione, anche l'IBAN (Italian Business Angel Network). Questa associazione si occupa di organizzare reti locali chiamati BAN (Business Angels Network), strutture permanenti territoriali che consentono agli investitori informali di incontrare gli imprenditori alla ricerca di capitale di rischio.

Le prime reti locali furono quelli Milano e Venezia: il primo ad opera del BIC La Fucina ed il secondo, il Ban Nordest, ad opera di Veneto Innovazione Spa, l'agenzia regionale per la diffusione dell'innovazione. L'operatività di questo secondo BAN era prevalentemente nel Nordest d'Italia, anche se gli investitori informali, privati e compagnie d'investimento, provenivano da tutto il Nord Italia e qualche fondo d'investimento di Venture anche dall'estero. Successivamente altri BAN aprirono in Italia sino ad arrivare alla attuale configurazione territoriale.

Anche se dal 1999 in Italia si è costituita la prima associazione di investitori informali, IBAN, le operazioni d'investimento informale c'erano già prima di quella data. La finanza informale in Italia è probabilmente sempre esistita, soprattutto in settori tradizionali dell'economia, anche se, essendo informale, è sfuggita alle definizioni accademiche. L'atteggiamento poi spesso di riservatezza dell'investitore informale facoltoso non ne rende facile lo studio. Nel 2007 nasce Italian Angels for Growth, una rete ubicata a Milano ed inizialmente associata a IBAN che successivamente diventerà indipendente.