10 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
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Quanto la Pubblica Amministrazione non paga, ci pensa il Fintech

Una piattaforma completamente digitale per il finanziamento dei crediti certificati delle imprese

Quanto la Pubblica Amministrazione non paga, ci pensa il Fintech
Quanto la Pubblica Amministrazione non paga, ci pensa il Fintech Shutterstock

MILANO - La mappa dei crediti commerciali delle imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione mostra un’Italia ancora in ritardo, seppure in miglioramento rispetto ai trimestri precedenti in questo settore.  È quanto emerso dall’Analisi di Banca IFIS Impresa, presentata ieri a Milano assieme all’anteprima della piattaforma web TiAnticipo per il finanziamento dei crediti certificati.

I debiti commerciali di fornitura della Pubblica Amministrazione in Italia alla fine del 2016 ammontano a 61 miliardi di euro; i giorni di ritardo nei pagamenti da parte della PA sono in media tra i 41 e i 55, con il 62% degli enti pubblici che paga strutturalmente in ritardo;  le ASL sono gli enti con maggiori giorni medi di ritardo (71,5 giorni); i settori maggiormente colpiti da ritardi nei pagamenti sono: edilizia; energia e servizi.

L’evento è stato, inoltre, l’occasione per presentare TiAnticipo.it, la piattaforma web sviluppata da Banca IFIS Impresa dedicata alle aziende che lavorano con la Pubblica Amministrazione, che sarà online ufficialmente dal 31 ottobre. Si tratta di un portale semplice, con una user experience pensata per accompagnare le imprese passo dopo passo nel caricamento delle proprie fatture certificate. Con due calcolatori dedicati ai preventivi, le imprese possono immediatamente vedere qual è l’ammontare che TiAnticipo può assicurare loro, dando accesso alla liquidità in pochi giorni.

«Il preventivo si fa in pochi secondi, entro 48 ore viene completata la valutazione della richiesta e, una volta ottenuto l’ok da parte del MEF, possiamo erogare il credito richiesto. Un processo che ci permette di consegnare all’impresa la liquidità necessaria al massimo in 10 giorni - ha detto Raffaele Zingone, Responsabile di Banca IFIS Impresa Italia -. Prima di cedere la fattura, l’impresa deve far certificare il proprio credito allo Stato, tramite l’apposita piattaforma elettronica del MEF. Una volta ricevuto il preventivo di TiAnticipo, online, gratuito per l’azienda e totalmente disintermediato». Il prossimo sviluppo vedrà anche il riconoscimento a distanza dell’impresa con la firma digitale.

Banca IFIS Impresa si è inoltre posta l’obiettivo di contribuire alla conoscenza delle esigenze espresse dal territorio, ascoltando i punti di vista di tutti gli attori coinvolti. Gli incontri con le aziende di alcuni territori, come Puglia e Campania, vanno in questa direzione, forti di una collaborazione di valore con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con alcune realtà associative.