20 ottobre 2019
Aggiornato 08:00
fintech

Dubai sarà la prima economia basata su blockchain (e ora lancia la sua criptovaluta)

Il Governo ha lanciato la scorsa settimana emCash, la sua valuta virtuale ufficiale. Dubai mira a essere la prima economia basata sulla blockchian entro il 2020

Così Dubai sarà la prima economia basata sulla blockchian
Così Dubai sarà la prima economia basata sulla blockchian Shutterstock

DUBAI - Sarà che Dubai si sta preparando con forza all’Expo 2020. Sarà che le criptomenete, di questi tempi, vanno per la maggiore. Fatto sta che anche il Governo di Dubai ha lanciato la scorsa settimana la propria moneta virtuale che, dice Ali Ibrahim, vice direttore generale dell'Economia di Dubai, cambierà il modo in cui le persone vivono e fanno affari nella città e «segnerà un enorme salto di qualità per Dubai nell’utilizzare le innovazioni che migliorano la facilità di lavoro e la qualità della vita».

La criptovaluta di Dubai
La moneta, nello specifico, si chiama emCash e utilizza la più recente tecnologia blockchain e funziona come parte del sistema di pagamento chiamato emWallet. E’ stata realizzata grazie alla collaborazione tra il dipartimento di economia della città e una delle sue filiali, Emcredit Limited, con sede nel Regno Unito, la quale ha fatto in modo che l’emWallet si occupasse di vari tipi di transazioni - dal caffè giornaliero alla tassa scolastica per i bambini fino al trasferimento vero e proprio di denaro - attraverso la tecnologia NFC e lo smartphone. La città avrà anche una piattaforma condivisa, basata sulla blockchain, per aiutare le agenzie governative di Dubai a utilizzare tale tecnologia per vari progetti futuri.

Una città basata sulla blockchain
Soprannominata la città del futuro, Dubai sa perfettamente quanto sia importante investire nelle nuove tecnologie, soprattutto in vista del prossimo Expo del 2020. Non è la prima ad aver emesso una moneta virtuale ‘ufficiale’, ma il lancio di emCash, di fatto, rappresenta solo il primo passo. Dubai sta, infatti, lavorando per diventare la prima economia al mondo costruita sulla blockchain. Partita da un piccolo villaggio di pescatori, Dubai, è diventata un grande centro commerciale, capace di attirare aziende con tasse prossime allo zero, infrastrutture di trasporto avanzate e un ambiente sicuro. Secondo quanto riporta il Financial Times, l’obiettivo del Governo è quello di condurre la maggior parte delle sue attività utilizzando la tecnologia blockchain, nell’ottica di rendere i servizi governativi più efficienti e promuovere il proprio tessuto imprenditoriale.

L’operazione del Governo
In generale, la blockchain ha il potenziale per accelerare le transazioni, aumentare la trasparenza e contribuire a ridurre le frodi come il riciclaggio di denaro sporco. Ma deve anche affrontare diverse sfide per un'ampia adozione. Nel mese di marzo, Smart Dubai ha dato il via a una iniziativa a livello cittadino per implementare la tecnologia. In questi mesi sta conducendo seminari con le principali organizzazioni governative, semigovernative e private per identificare e dare priorità ai servizi che possono essere potenziati al meglio attraverso la blockchain. Dopo questi workshop, Smart Dubai si aspetta che i settori pubblico e privato collaborino e avviino entro l’anno progetti pilota basati proprio sulla blockchain.

L’accordo con gli Stati Uniti
La missione ‘commerciale’ del Governo degli Emirati Arabi Uniti ha attirato anche l’interesse degli Stati Uniti, in particolare del Dipartimento del Commercio USA. I principali fornitori statunitensi di tecnologia finanziaria stanno, infatti, condividendo gli ultimi sviluppi tecnologici della blockchain con le banche del Paese, le società di investimento e le agenzie governative per garantire l’integrità delle transazioni finanziarie. L’obiettivo è, naturalmente, creare un’economia basata sulla blockchain entro il 2020. Dubai, peraltro, è anche la patria di un’importante impresa immobiliare basata sul bitcoin, con il sostegno della baronessa inglese Mone, che vedrà appartamenti di valore di oltre 330 milioni di dollari costruiti grazie all’acquisto della valuta virtuale entro il 2019.