23 agosto 2019
Aggiornato 05:00
Robotica

Così l'intelligenza artificiale controlla l'acqua di Venezia, con pesci-robot

Le acque della laguna di Venezia hanno ospitato il primo «banco» di robot marini il cui compito è proprio quello di monitorare flora e fauna marina

VENEZIA - Tramite tecnologie di intelligenza artificiale avranno il compito di studiare l’habitat che li circonda, raccogliendo dati, recependo i cambiamenti e adattandosi ad essi. Se siete abituati a vedere robot lavorare solo nei grandi magazzini industriali, ricredetevi: lo possono fare anche immersi nell’acqua. Il progetto EU-FET subCULTron, finanziato dall’Unione Europea, questa volta vede l’Italia protagonista, con il primo ‘banco’ di robot marini sperimentato nelle acque della Darsena Grande dell’Arsenale di Venezia.

Pesci robot monitorano i fondali di Venezia
Il team di studiosi ha immesso nell’acqua tre tipi di robot: aMussel, militi artificiali, aFish, dei veri e propri pesci robot, e aPad, una versione artificiale delle comuni ninfee. Queste ultime, galleggiando sulla Darsena Grande, fungono da piattaforma di appoggio e trascinano gli altri robot in una posizione predefinita dal GPS, rimanendo in contatto con le reti satellitari e di telefonia mobile. Le ninfee, che si ricaricano tramite piccoli pannelli solari, danno così gli imput ai militi artificiali di adagiarsi al fondale: a loro spetta il compito di raccogliere il maggior numero di dati possibili, individuando la fauna e flora marina.

La robotica degli sciami
Gli aFish, mobili, hanno il compito di monitorare l’ambiente, muovendosi nelle acque in modo autonomo, ma comunicando con gli altri robot simili, come se fossero un vero e proprio banco di pesci. In questo modo, ogni aFish, raccoglie dati durante il proprio percorso, li condivide con gli altri membri e ne influenza quindi il comportamento. La robotica degli sciami, di fatto, può essere molto utile per effettuare scoperte interessanti, dato che simula i comportamenti intelligenti degli insetti/animali sociali. Di conseguenza potrebbe essere controllato l’inquinamento per la salvaguardia della flora o il rilevamento di reperti archeologici sui fondali marini.

Venezia e robot
Non è la prima volta che questi test vengono effettuati a Venezia. Già nel 2015, le acque della laguna sono state teatro del progetto Venus Swarm, realizzato da ENEA e Università di Roma Tor Vergata. Sciami di robot sottomarini si sono occupati di raccogliere dati e lavorare tra di loto per monitorare il MOSE, il sistema di paratie che difende la laguna veneta dall’alta marea.