20 giugno 2019
Aggiornato 19:00
internet of things

Così la tecnologia dà nuova luce agli affreschi della Cappella degli Scrovegni

Una vera e propria operazione di “restauro percettivo” frutto dell’integrazione di apparecchi a LED, sensori ambientali e applicazioni software su protocollo internet

PADOVA - E’ un po’ come ritornare indietro nel tempo, indietro di oltre 700 anni, e contemplare il famoso Giotto affrescare la navata: i colori sono sgargianti, la pittura sembra fresca, appena fatta. Siamo alla cappella degli Scrovegni, a Padova, dove oggi la tecnologia ha reso possibile illuminare nuovamente gli affreschi del celebre pittore e artista fiorentino, patrimonio dell’umanità, uno dei tesori del Trecento italiano. A ridare ‘vita’ a questi affreschi è stata la tecnologia: grazie a un progetto brevettato dalla marchigiana iGuzzini - che ha studiato come riportare il colore degli affreschi alla loro naturale bellezza - e alla potenza dell’Internet of Things e quindi alla possibilità di connettere sensori, lampade, videocamere e strumenti per la misurazione della luce esterna. Una vera e propria operazione di «restauro percettivo» frutto dell’integrazione di apparecchi a LED, sensori ambientali e applicazioni software su protocollo internet.

Analisi dei dati e software evoluti
La distribuzione asimmetrica delle sei finestre all’interno della Cappella, concentrate sulla facciata sud, produce, infatti, una diffusione non uniforme della luce del sole: la parete finestrata è meno illuminata dalla luce naturale rispetto alla parete di fronte. Ciò genera un costante cambiamento degli equilibri visivi nell’ambiente e un fastidioso effetto di controluce sugli osservatori. Nella prima fase, i sensori, progettati ad hoc per la Cappella, misureranno le variazioni della luce naturale; i dati raccolti permetteranno quindi di attivare, nella seconda fase, attraverso uno specifico algoritmo evoluto, un sistema dinamico di luce intelligente, in grado di adattare la luce artificiale al modificarsi delle condizioni ambientali e apportare benefici di natura visiva e conservativa.

Risparmio energetico
La luce artificiale interagirà quindi dinamicamente con la luce naturale e si autoregolerà in temperatura colore e intensità fino al raggiungimento dei valori necessari a consentire sempre la migliore percezione possibile delle opere. Da subito, l’impianto garantirà una migliore resa cromatica e un risparmio energetico pari al 60% rispetto all’impianto precedente. L’impianto porta inoltre a un miglioramento immediato delle già ottimali condizioni conservative, con un azzeramento delle emissioni UV e IR per evitare il rischio di danneggiamento del ciclo pittorico.

Tecnologia a servizio delle città e dell’arte
Il progetto illuminotecnico della Cappella degli Scrovegni si inserisce in un programma di valorizzazione architettonica dei beni culturali di Padova e di efficientamento energetico della città, che interesserà anche l’osservatorio astronomico della Specola, che celebra quest'anno i 250 anni della sua fondazione, e il Palazzo della Ragione, con l’installazione di nuovi impianti di illuminazione iGuzzini di prossima inaugurazione. «Un segnale per le altre grandi imprese italiane, a cui dico: 'Copiate Guzzini' - ha commentato il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini dopo la visita alla Cappella -. Quando un’azienda come iGuzzini compie un’operazione del genere non posso che ringraziarla».