12 novembre 2018
Aggiornato 21:30

«Siamo partiti dal Sud Italia e qui cerchiamo la prossima Scaleup»

Amedeo Giurazza ha creduto nel Sud Italia fondando già nel 2009 un fondo di Venture Capital destinato alle startup del Mezzogiorno. Ora spera di trovare proprio nel Mezzogiorno la prossima Scaleup
Giurazza: «Siamo partiti dal Sud ed è qui che speriamo di trovare la prossima Scaleup»
Giurazza: «Siamo partiti dal Sud ed è qui che speriamo di trovare la prossima Scaleup» (Shutterstock.com)

MARATEA - Amedeo Giurazza è uno che di investimenti ne sa e ne sa soprattutto perché ha cominciato a farli nel Sud Italia, area che, quanto a capitali, risulta essere ancora più in difficoltà che il resto d’Italia. Eppure lui ci ha creduto, tanto da lanciare, già nel 2009, con l’aiuto dello Stato, uno dei tre fondi di Venture Capital dedicati al Mezzogiorno, Vertis Venture 1, con il quale, negli ultimi 7 anni, ha chiuso ben 26 operazioni, 20 di Venture Capital e 6 di Private Equity. E tra suoi ‘figli’ anche Mosaicoon, startup che rappresenta, per certi aspetti, il fiore all’occhiello del Sud Italia e che conta oggi ben 8 sedi nel mondo e più di 100 dipendenti. «Per noi è motivo di orgoglio perché abbiamo contribuito in questi anni a creare occupazione e a mantenere i nostri cervelli nella loro terra, specie qui, nel Sud Italia», ci racconta Amedeo Giurazza.

Resto al Sud
Certo, nel Sud Italia c’è ancora tanto lavoro da fare e di questo Amedeo, insieme a molti altri ospiti, parlerà all’Heroes Meet in Maratea, il primo evento dedicato a innovazione e futuro dell'area Mediterranea, che si terrà dal 21 al 23 settembre 2017. Ma quelle acque leggermente torbide sembrano in procinto di smuoversi anche grazie al contributo del Governo che proprio dai giovani intende far ripartire il territorio. E ha deciso di farlo con il pacchetto «Resto al Sud», mettendo a disposizione una dotazione di 40mila euro (estensibile fino a 200 mila euro, nel caso di un progetto presentato da 5 giovani imprenditori), di cui il 35% a fondo perduto e il restante 65% con un prestito a tasso zero per gli imprenditori che intendano avviare un’attività nel Mezzogiorno.

Il problema è fare squadra
«Quanto a investimenti in venture capital ritengo che non ci siano particolari differenze tra Sud e Nord Italia - ci dice Amedeo Giurrazza -. Il Mezzogiorno pullula di centri di ricerca, Università e incubatori dai quali nascono numerose idee che meritano di essere sostenute. Il vero problema è la collaborazione e la presunzione di tutti quei ricercatori che troppo spesso credono di porcela fare da sé, senza una formazione di tipo manageriale. Manca la capacità di fare squadra, non i cervelli». Da fine luglio è, inoltre, attivo Vertis Venture 2 Scaleup, un fondo che ha attualmente una dotazione di 30 milioni di euro e che investirà in progetti imprenditoriali legati a tecnologie Industria 4.0 e alla digital transformation: robotica, meccatronica, automazione e tecnologie digitali. Settori di eccellenza della ricerca e dell’innovazione italiane. Il fondo Vertis Venture 2 Scaleup supporterà la crescita nei mercati internazionali della migliori imprese innovative italiane, investendo in quelle che hanno completato lo sviluppo tecnico e stanno muovendo i primi passi nelle loro attività commerciali. I capitali a disposizione per ogni impresa saranno compresi fra i 2 e i 6 milioni di euro che si prevede di incrementare ulteriormente con il coinvolgimento di altri investitori, finanziari e industriali.

Nel Sud spero di trovare la prossima Scaleup
«La verità - ci racconta ancora Amedeo Giurazza - ? Spero che per Vertis Venture 2 Scaleup ci vengano proposte idee valide anche dal Sud, perché i settori in cui il Mezzogiorno è forte sono molti, dal turismo all’aeronautica. Spero ardentemente di confutare l’ipotesi secondo cui il Sud Italia si adatti meglio a operazioni di seed capital. Se da una parte è vero che al Sud è più facile si sviluppino realtà di piccole dimensioni, abbiamo buoni esempi per credere che anche al Mezzogiorno possano nascere delle scaleup e noi abbiamo il dovere di sostenerle». Del resto è già successo con Mosaicoon oppure con Cogisen, società che lavora nel settore dell’intelligenza artificiale e che ha sviluppato una soluzione di gaze tracking, ovvero un software in grado di riconoscere la posizione degli occhi e dove è indirizzato lo sguardo dell’utente. Il vantaggio di tale soluzione consiste nell’avere un sistema che non necessita di infrarossi e nell’impiego di un algoritmo efficiente che assorbe poca potenza di calcolo.

I nuovi investimenti
Il Sud poi, lo sappiamo, è anche quella terra che pullula di centri di ricerca e di Università, dove ricercatori e scienziati si incontrano e dove Apple, ad esempio, ha deciso di sviluppare il primo Centro per sviluppatori iOS in Europa presso il campo universitario della Federico II a San Giovanni a Teduccio, periferia est della città di Napoli. E se da una parte queste istituzioni sembrano restie alla collaborazione, dall’altra, sul lato investimenti, potrebbero esserci delle soluzioni importanti: entro la metà del 2018 saranno operativi 4 o 5 fondi chiusi di seed e venture capital dedicati alla ricerca pubblica e alle università. Questo grazie alla lungimiranza della Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che a dicembre scorso ha dato vita ad un accordo di investimento con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI). «CDP e FEI hanno deciso di mettere a disposizione delle SGR attive nel venture capital ben 100 milioni di euro ciascuno per lo sviluppo del trasferimento tecnologico in Italia - ha concluso Amedeo Giurazza -. Con questa dotazione complessiva di 200 milioni di euro partiranno 4-5 fondi di technology transfer (TT) di 40-50 milioni ciascuno, con dotazioni diverse. Nei prossimi mesi, quindi, professori, ricercatori ecc. non avranno più alibi: i fondi di TT dedicati ci saranno e saranno alla ricerca di innovazioni nelle quali investire, ma vorranno anche il commitment degli scienziati (dando loro anche competenze manageriali) per trasformare i progetti in nuove imprese».