9 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
robotica

Italia vs Cina, anche noi nella corsa a leader di robot industriali

Aumentano le vendite di robot industriali in Italia del 16%. Siamo il sesto produttore al mondo e abbiamo le basi per competere a leader mondiale, rappresentato oggi dalla Cina

Italia vs Cina, anche noi nella corsa a leader di robot industriali
Italia vs Cina, anche noi nella corsa a leader di robot industriali Shutterstock

TORINO - Benché resti la Cina il leader mondiale nel mercato dei robot industriali, l’Italia ha buone ragioni (e numeri) per sperare di competere in quella che si appresta a essere una delle più grandi rivoluzioni di questi tempi: l’automazione. Con un volume di vendite aumentate del 27% e 87mila nuovi robot installati nel 2016 la nazione cinese raggiunge il livello più alto mai registrato per un singolo Paese, in così breve tempo. Con prospettive di crescita nelle vendite pari a 15-20% in media all’anno tra il 2018 e il 2020, la Cina ha oggi il più alto livello di stock operativo del mondo.

Cresce la vendita di robot industriali in Italia
Benché le vendite di robot industriali in Italia negli ultimi mesi abbiano registrato un incremento pari ‘solo’ al 16% annuo, il numero di installazioni nel Belpaese non era mai aumentato così tanto nel passato, raggiungendo nel 2015 il più alto valore assoluto di vendita in un anno da sempre: ben 254mila unità. Tecnologia ed esperienza ci consentono, infatti, di essere il sesto produttore al mondo di robot industriali, dietro a colossi come Stati Uniti e Giappone. Molto della nostra posizione di mercato sarà esplicata nel World Robotics Report 2017 che sarà pubblicato il prossimo 27 settembre, ma stando ai numeri siamo davvero a buon punto.

Il nostro fiore all’occhiello
Uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese è Comau, società del Gruppo FCA che si occupa della produzione e fornitura di sistemi avanzati di automazione industriale, che ha mantenuto il proprio quartier generale a Torino. Pur specializzata nella produzione di robot antropomorfi, recentemente l’azienda si è concentrata sui robot di piccola taglia grazie alla nascita di Racer3, macchina perfetta per settori produttivi come food&beverage, elettronica, plastica, lavorazione metalli e per applicazioni che richiedono il massimo della precisione e della rapidità in spazi di lavoro ridotti.

Chi fa smart manifacturing vende di più
Strettamente legata alla robotica industriale è il cosiddetto smart manufacturing che potrebbe contribuire al prodotto interno globale con una cifra che oscilla tra i 10 e i 15 mila miliardi di dollari nei prossimi venti anni, e al Pil europeo con qualcosa come 2200 miliardi da qui al 2030. Gli economisti sono arrivati a coniare il termine Industry 4.0 per indicare quella che secondo loro è la quarta rivoluzione industriale, caratterizzata dall’integrazione fra tecnologie digitali - come cloud computing, Internet of Things e reti di sensori wireless – e quelle del mondo industriale tradizionale. In italia il mercato della smart manufacturing nazionale vale già 1,2 miliardi di euro, quasi il 10% del totale degli investimenti complessivi dell’industria nel 2015. A trainare sono soprattutto le grandi aziende di macchinari e l’automotive, mentre sono arrivate a oltre 600 le applicazioni censite in Italia, pari ad una crescita del 30% in un anno, soprattutto per le tecnologie di Industrial IoT e Industrial Analytics. La digitalizzazione costituisce un volano per l’upgrading competitivo delle imprese: basti pensare il 17% delle imprese digitalizzate vende nei mercati esteri contro il 2% delle imprese non digitalizzate. Divari che si riscontrano anche in termini di performance economiche: un aumento del fatturato (2015/14) riguarda il 23% delle imprese digitalizzate contro il ridotto 8% delle altre imprese.

Le prospettive cinesi per il 2020
Il governo cinese vuole trasformare la Cina da un gigante manifatturiero in un potere produttivo mondiale secondo il decennale piano nazionale «Made in China 2025″. Il piano prevede il rafforzamento dei fornitori di robot cinesi e l’aumento delle quote di mercato in Cina e all’estero. La Cina intende avanzare e farne parte entro le prime 10 nazioni più automatizzate del mondo. A quel punto, la sua densità di robot è destinata a salire a 150 unità, ossia il numero di robot industriali per 10.000 dipendenti. Oggi, in Asia, il leader per quanto riguarda la densità di robot è la Corea del Sud, con 531 unità di robot. Nelle Americhe, sono gli Stati Uniti con 176 unità di robot e in Europa, è la Germania con 301 unità di robot. Una bella gara dato che l’Italia detiene il quinto surplus commerciale manifatturiero al mondo, 90,5 miliardi di euro, proprio dietro a Cina, Germania, Corea del Sud e Giappone.