15 novembre 2019
Aggiornato 18:00
sociale

Open Homes, nasce l'Airbnb per i rifugiati

La mission di Airbnb è quella di creare un mondo dove tutti possano sentirsi a casa ovunque. Da diversi anni è impegnata per supportare rifugiati, sfollati e chiunque si trovi ad affrontare una situazione di emergenza abitativa

MILANO - Un patto per l’accoglienza. Airbnb, società leader mondiale nel settore dell’ospitalità, ha presentato il portale Open Homes Rifugiati e la collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio e Refugees Welcome Italia, per rendere più semplice a tutti aprire le porte della propria casa e accogliere temporaneamente migranti e sfollati. Dal 2013, a fronte dell'emergenza profughi, assistiamo a due Europe: da un lato l'Europa dei muri, dei fili spinati, dei respingimenti e di chi è indifferente ai morti in mare; dall'altro l'Europa delle associazioni e dei cittadini che vogliono aiutare in modo solidale i profughi, anche inventando forme innovative di welfare. Sono due Europe entrambe vere, anche se paradossalmente opposte.

Come funziona
Chiunque desideri condividere i propri spazi con persone in difficoltà potrà candidarsi all’indirizzo airbnb.it/welcome/refugees. Gli host Airbnb già attivi potranno in pochi click mettere a disposizione il proprio annuncio a costo zero, mentre tutti gli altri verranno guidati nella creazione di un profilo per poter condividere il proprio spazio. Il nuovo servizio metterà in contatto gli host di Airbnb disponibili a offrire gratuitamente una sistemazione temporanea a rifugiati e migranti con  Refugees Welcome Italia Onlus e la Comunità di Sant’Egidio, due associazioni riconosciute che operano nell’ambito dell’accoglienza e prime organizzazioni ad aderire al progetto. In base alla contingenza imposta dai flussi, queste organizzazioni potranno così accedere al portale per verificare e prenotare posti letto adatti alle esigenze del momento. «È facile sentirsi impotenti di fronte alle grandi sfide globali come quella dei rifugiati, ma ci sono azioni che chiunque di noi può fare e che possono fare la differenza - ha affermato Joe Gebbia, co-fondatore di Airbnb -. Il semplice atto di aprire la propria casa per poche notti può cambiare la vita a una persona che ha dovuto lasciarsi tutto alle spalle».

Oltre 100mila persone nei prossimi 5 anni
Airbnb si è impegnata a fornire ospitalità a 100.000 persone nel mondo nei prossimi cinque anni. La nuova piattaforma aiuterà a raggiungere questi obiettivi rendendo più semplice alle organizzazioni umanitarie prenotare attraverso gli host che hanno deciso di condividere il loro spazio con i rifugiati senza alcun costo. Ad oggi, sono 6.000 nel mondo i membri della comunità che hanno accettato di aderire al programma. Oltre un centinaio le prime adesioni in Italia. «Siamo felici di unire le competenze di Refugees Welcome e della Comunità di Sant’Egidio su un tema così delicato con la solidarietà della community di host di Airbnb - ha detto Matteo Stifanelli, Country Manager di Airbnb Italia -. Crediamo sia giusto provare a dare il nostro contributo, a fianco delle città, nell’affrontare la difficile situazione che queste persone stanno vivendo». Una bella mossa, non c'è che dire...