25 giugno 2017
Aggiornato 04:00
L'intervista

Fintech, la nuova era della democratizzazione e delle possibilità

Quando parliamo di digitale non possiamo esimerci dal considerare un aspetto fondamentale: la democratizzazione. Ce ne parla Luca Valaguzza, co-fondatore e Chief Product Officer di Euclidea

Luca Valazza
Luca Valazza (Shutterstock.com)

MILANO - L’innovazione ci porta inevitabilmente a porci delle domande e a tentare di risolvere dei quesiti che, per certi aspetti, possono essere anche di natura culturale e sociale. La rivoluzione si posiziona su diversi piani e, in certi casi, permette a fasce sociali prima poco considerate, di avere le stesse possibilità di chi, la tradizione, ha sempre messo su un piano superiore. Quando parliamo di digitale non possiamo esimerci dal considerare un aspetto fondamentale: la democratizzazione. E’ un po’ quello che sta accadendo nella digitalizzazione dei servizi finanziari che si sviluppa lungo due direttrici principali: il beneficio ricavato dall’utente e, appunto, la democratizzazione.

Un punto di partenza: Euclidea
Ed è quello che ci spiega Luca Valaguzza, co-fondatore e Chief Product Officer di Euclidea, la prima SIM di gestione patrimoniale mobiliare che unisce le potenzialità del digitale alla grande esperienza dei suoi fondatori per offrire soluzioni d’investimento personalizzate, con standard qualitativi tra i migliori sul mercato, a commissioni dimezzate rispetto ai gestori di patrimonio tradizionali e con soglie di investimento minime contenute, a partire da 10 mila euro. «Per ciò che riguarda la digitalizzazione del risparmio, qui in Italia siamo ancora agli albori - afferma Luca - ma restiamo in linea con gli altri Paesi europei. Il digitale ci permette di saltare i canali distributivi tradizionali, il che si traduce in un beneficio significativo per chi investe in termini di costi e di possibilità, a prescindere dal capitale che si ha a disposizione».

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Costo basso non significa meno qualità
Benefici e democrazia. Il che non significa perdita di qualità. Quando qualcuno ci offre qualcosa a un prezzo più basso siamo soliti pensare che ciò corrisponda a una minore qualità del servizio che ci viene offerto. Cosa che non rappresenta esattamente la realtà dei fatti. «La riduzione di costi non significa riduzione di qualità - spiega Luca -. La riduzione dei costi è data essenzialmente dalla disintermediazione del canale distributivo che in genere grava al 60% sul costo finale. Euclidea risponde alle nuove abitudini dei risparmiatori, che non sono più costretti ad andare allo sportello o dal consulente finanziario e possono fare da casa, in qualsiasi momento, tutto ciò che prima facevano in banca. Ad ogni cliente, dopo un’accurata profilazione, proponiamo la soluzione di investimento più adatta alle sue esigenze e gestiamo il suo portafoglio nel tempo, secondo i più alti standard qualitativi, mettendo il suo interesse sempre al primo posto».

L’era della democratizzazione
Ma non solo. Da sempre il mondo degli investimenti viene segmentato in base a quanto capitale il cliente ha da investire. Cosa significa? Che se hai pochi soldi da investire spesso non vieni considerato da chi si occupa di promozione degli investimenti. Ma digitalizzare significa rendere democratico. «La tecnologia consente di offrire in modo indiscriminato la stessa qualità del servizio, indipendentemente dalla somma che si ha da investire - continua Luca -. Ed è quello che noi facciamo con Euclidea, grazie alle nostre solide competenze nella gestione degli investimenti».

L’era delle possibilità
L’Italia ha le carte in regola per accogliere questa grande rivoluzione? «Siamo ottimisti - conclude Luca -. Stiamo assistendo a una diffusione sempre maggiore dei conti corrente online. Cambiano le abitudini delle persone che, avendo molte cose da fare, non perdono più tempo ad andare in banca e lasciano queste faccende a un orario che esula da quello di apertura degli sportelli (di solito andiamo a vedere il nostro conto online, la sera, quando siamo più tranquilli). E’ vero, in Italia c’è ancora scarsa cultura finanziaria, ma è anche compito nostro oggi, cercare di rendere i servizi finanziari più accessibili e semplici. E, soprattutto, far capire che esistono altre possibilità, altre porte. Aperte per tutti».