20 novembre 2019
Aggiornato 21:30
udienza di merito a febbraio 2017

Ricorso notai rimandato a febbraio, le startup si fanno online: «Hanno preferito una sconfitta silenziosa»

Davanti ai giudici del Tar i notai ritirano la sospensiva contro il decreto che dà il via libera alla costituzione di startup innovative attraverso la procedura online. Gianmarco Carnovale: «La partita delle startup è già vinta»

ROMA - Hanno vinto le startup, almeno per il momento, che potranno continuare a costituirsi in forma di società a responsabilità limitata attraverso una semplice procedura online. Una vittoria che arriva dopo un mese di dibattiti e di contrasti con i notai di tutta Italia, dopo che il 20 luglio scorso il decreto del Mise del 17 febbraio 2016 aveva dato il via libera alle startup innovative di costituirsi attraverso una procedura online.

I notai rinunciano alla sospensiva
E dopo un mese di contrasti dove il Consiglio nazionale del Notariato evidenziava e portava alla luce uno scenario apocalittico che avrebbe potuto crearsi nell’ecosistema startup, ecco che, di fronte ai giudici del Tar del Lazio, ecco che il tutto viene rimandato all'udienza di merito: «Formalmente non hanno perso - ci racconta Gianmarco Carnovale di Roma Startup, l’associazione che si era resa parte opponendum al ricorso -. Ma la rinuncia alla sospensiva è, a tutti gli effetti, una mezza resa. Probabilmente hanno capito che i giudici avrebbero rigettato la sospensiva presentata e hanno quindi preferito una sconfitta più silenziosa a una più rumorosa». Si andrà dunque a un’udienza di merito prevista a febbraio 2017. Intanto, però, le startup potranno costituirsi liberamente attraverso la procedura online e, dopo questa rinuncia, è verosimile che lo faranno sentendosi ancora più tutelate ed esenti da rischi.

L’opposizione di Roma Startup »

I motivi del ricorso dei notai
Il Consiglio nazionale del Notariato aveva presentato il ricorso al Tar del Lazio poco dopo l’entrata in vigore del decreto ponendo una serie di questioni secondo cui il provvedimento poteva essere considerato illegittimo. «In primo luogo per i vizi di ordine giuridico insiti nella stessa procedura legislativa che ha portato al provvedimento - ci aveva spiegato Giampaolo Marcoz, consigliere nazionale del Notariato -. Se inizialmente la normativa prevedeva sia l’atto in formato digitale che l’atto pubblico come modalità alternativa, di fatto, l’attuale provvedimento non  contempla quest’ultimo. Inoltre siamo di fronte a un problema di gerarchia delle fonti poiché la norma che prevede come si costituisce una srl è una norma ordinaria che non può essere derogata da un decreto ministeriale». Insieme ai vizi di legittimità, i notai avevano fatto leva sulle tutele agli startupper e sui possibili rischi a cui sarebbero potuti andare incontro con la costituzione della società per via telematica, dall’illegittimità della stessa ai possibili abusi dello strumento societario da parte di terzi.

La richiesta di approfondimento dei notai
Il Presidente del Tar, dal canto suo, «ha ritenuto la causa suscettibile di essere decisa esclusivamente dopo un approfondito scrutinio di merito, diverso per natura da quello sommario tipico delle decisioni sulla misura cautelare (la sospensiva). Dal punto di vista meramente formale e procedurale il Notariato ha assecondato la decisione del Presidente di esprimersi direttamente nel merito della controversia, fissando un’udienza molto ravvicinata alla data del 15 febbraio 2017».

La delega per la verifica delle norme antiriciclaggio
Per Gianmarco Carnovale si tratta di una partita vinta per le startup: «E’ molto improbabile che a febbraio il Tar decida di rendere nulle tutte le startup che si saranno costituite in questi mesi attraverso la procedura online - ci dice -. Per questo credo che la partita si sia già conclusa oggi». La stessa associazione Roma Startup aveva parlato di azione pretestuosa da parte dei notai poiché, nella presentazione della sospensiva, venivano sviscerate delle motivazioni, di fatto, inesistenti, motivazioni che - a quanto pare - non sono state sufficienti. «L’unica criticità è rappresentata, all’interno del decreto, dalla mancata delega dello Stato alle Camere di Commercio per la verifica delle norme antiriciclaggio. Ma fino a febbraio il ministero ha tutto il tempo per ovviare a questa lacuna».

Come si costituisce una startup online »

La vittoria delle startup
Per ora gli startupper, dunque, esultano e ci sono elevate probabilità che possano continuare a farlo in futuro. Già, perché innovazione significa anche scontrarsi contro quella conservazione di cui il nostro Paese è fortemente caratterizzato. Ma se oggi, in questo ecosistema che cambia e si rivoluziona, non lo fanno le startup, chi può davvero?