28 febbraio 2020
Aggiornato 06:30
cresce il mercato digitale

Digital Innovation, Santoni (Cisco): «E' il momento di accelerare l'Italia»

Nell’analisi del WEF l'Italia è inserita fra i paesi “top mover”, ovvero quelli che stanno dimostrando una maggiore dinamicità e crescita. Santoni: «E' davvero il momento di accelerare la digitalizzazione in Italia»

VIMERCATE - L’Italia è un paese in via di sviluppo tecnologico. Lo dimostrano i dati, lo dimostra il fatto che report come quello di Eu-Startup annovera la città di Milano nella top ten delle metropoli in cui è più proficuo sviluppare una startup. Lo dimostra il substrato imprenditoriale, quello giovane, che a cercare un lavoro non ci pensa proprio: piuttosto se lo inventa. E lo dimostra l’ultima edizione del Global Information Technology Report diffuso oggi a Ginevra dal World Economic Forum: questo è il migliore momento per accelerare il passo della digitalizzazione in Italia.

Innovazione, Italia tra le crescite più dinamiche
Lo studio contiene il Networked Readiness Index, che ha esaminato per 139 paesi del mondo i fattori chiave che consentono alla digitalizzazione di sviluppare appieno il suo potenziale nella società e nell’economia: fattori di contesto politico-economico e di innovazione; indicatori di accesso e disponibilità di infrastrutture e competenze digitali;  tasso di utilizzo delle tecnologie a livello individuale, aziendale e pubblico; livello di impatto socio-economico delle tecnologie. In questa classifica, l’Italia ha guadagnato complessivamente 10 posizioni in un anno, salendo al quarantacinquesimo posto, e nell’analisi del WEF è inserita fra i paesi «top mover», ovvero quelli che stanno dimostrando una maggiore dinamicità e crescita.

Cresce il mercato digitale in Italia
Del resto, nel 2015, il mercato digitale del Belpaese è aumentato dell’1% a fronte di un valore che si attesta intorno ai 64,9 miliardi di euro. Le previsioni lasciano intravedere una crescita dell'1,5% nel 2016, dell'1,7% nel 2017, e del 2% nel 2018. In crescita anche gli investimenti sul digitale, in tutti i settori, spinti soprattutto dalle grandi imprese, con un +2,8% nel 2016 sul 2015, mentre per le medie la percentuale è del +1,7% e per le piccole imprese +0,6%. Quanto alla pubblica amministrazione, quella centrale a fine 2016 segnerà un +1,6%, con la Sanità a +3% e gli enti locali che registreranno un -2,0%. «Chi fa business sa che i risultati non si misurano in parole, ma in fatti, ed è quando si mettono sul tavolo dei numeri che si comprende se si sta andando nella direzione giusta rispetto al punto di partenza - ha detto Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia -.  I numeri che emergono dal Networked Readiness Index quest’anno sono i numeri di un paese in cui il percorso di digitalizzazione e innovazione nel 2015 ha prodotto un importante valore. E lo sta producendo soprattutto in termini di impatto che il digitale ha sulla società e sull’economia: infatti secondo l’analisi del WEF è proprio in questo gruppo specifico di indicatori, definito Impact Subindex nello studio, che l’Italia ha fatto il balzo in avanti maggiore, salendo di 18 posizioni».

Lavorare sulle imprese e sulla pubblica amministrazione
«Un confronto sugli altri indicatori mette a fuoco le aree su cui è necessario lavorare di più - continua Santoni - dall’infrastruttura al contesto normativo e politico, alla capacità di investimento in innovazione, alla diffusione dell’uso delle tecnologie ICT a livello individuale e soprattutto a livello di imprese e di pubblica amministrazione. Tutte aree in cui anche nel primo semestre di questo 2016 il paese ha comunque continuato a muoversi» Come sottolineano gli autori di World Economic Forum  elencando i fattori chiave per lo sviluppo della Networked Readiness,  per ottenere il massimo dei risultati lo sforzo da compiere è collettivo, deve coinvolgere insieme governo, aziende, la popolazione nel suo complesso; e tutti i driver interagiscono fra di loro, possono creare un circolo virtuoso. «Su tutto questo possiamo e dobbiamo lavorare mettendo a fattore comune tutte le risorse - conclude Santoni - è ciò che ci apprestiamo a fare, continuando a portare avanti con azioni incisive il piano di investimento Digitaliani che abbiamo avviato in collaborazione con il Governo all’inizio di quest’anno».