27 febbraio 2020
Aggiornato 21:30
agenda digitale

Innovazione, il ruolo della PA per l'inclusione digitale

Promozione del valore delle tecnologie come fattore abilitante, in un’ottica inclusiva e di pari opportunità. Con il Nuovo Codice Appalti è stata inserita la necessità di prevedere che le tecnologie siano scelte in modo tale da assicurare l’accessibilità delle persone con disabilità

Innovazione, il ruolo della PA per l'inclusione digitale
Innovazione, il ruolo della PA per l'inclusione digitale Shutterstock

ROMA - Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 15% della popolazione mondiale soffre di disabilità di diverso tipo. Nella sola Unione Europea, in particolare, risultano esserci circa 80 milioni di soggetti con disabilità, ossia più del 15% della popolazione totale. Attualmente però il tasso di occupazione delle persone con disabilità nell’Unione Europea è pari al 48%, a fronte di un terzo dei disabili totali che versa sotto la soglia di povertà. Alla luce del ruolo fondamentale del lavoro e dell’occupazione nel garantire pari opportunità a tutti i cittadini con disabili, sia l’Unione Europea che l’Italia negli ultimi anni si sono molto focalizzate sul tema dell’accessibilità intervenendo, ciascuna nei rispettivi ordinamenti. Il tema è stato anche affrontato a livello di Enti di Normazione (sia europei che internazionali). A livello nazionale, è seguito dalla Commissione UNINFO «eAccessibility» che ha contribuito alla stesura degli Standard di riferimento come l’EN 301 549 di cui sta curando anche la traduzione italiana.

Tecnologie per l’accessibilità dei disabili
È in questo scenario che si inserisce l’impegno di Microsoft che, in linea con le priorità evidenziate a diversi livelli, anche e soprattutto in relazione alla necessità di garantire l’accesso al mercato del lavoro alle persone con disabilità e agli strumenti utili allo svolgimento delle attività, opera a fianco delle istituzioni nazionali ed europee per la promozione del valore delle tecnologie come fattore abilitante, in un’ottica inclusiva e di pari opportunità. In Italia, l’innovazione digitale e l’accessibilità sono temi ai quali le Istituzioni hanno sempre dimostrato grande sensibilità, sancendo il diritto di accesso agli strumenti informatici per le persone con disabilità già dal 2004 (v. Legge Stanca). «Ad AgID dal 2004, proprio con la Legge Stanca, è stato attribuito il compito di dare assistenza e supporto alle pubbliche amministrazioni per garantire l’accessibilità ai siti e servizi erogati online e di effettuare il monitoraggio sullo stato di attuazione dei programmi di adeguamento», ha dichiarato Maria Pia Giovannini, Responsabile Area Pubblica Amministrazione, Agenzia per l’Italia Digitale.

Il nuovo Codice Appalti
Più recentemente, con il Nuovo Codice Appalti (D.Lgs 50/2016) è stata inserita la necessità di prevedere che le tecnologie siano scelte in modo tale da assicurare l’accessibilità delle persone con disabilità, conformemente agli standard europei. «Le nuove tecnologie hanno assunto una crescente importanza nella vita quotidiana dei cittadini e nel rapporto con la Pubblica Amministrazione. In considerazione di ciò, le Istituzioni a tutti i livelli dovrebbero porsi l’obiettivo di rendere fruibile da chiunque l’utilizzo dei diversi strumenti innovativi, rispettando i requisiti di accessibilità alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, al fine di costruire una strategia efficace per la promozione dell’inclusione digitale dei soggetti con disabilità – ha dichiarato Alex Li, Strategic Standards Analyst, Microsoft. – La corretta implementazione della normativa in linea con gli standard europei può contribuire in modo significativo a far sì che tutti gli individui possano condurre una vita indipendente e che le persone con disabilità possano partecipare a tutti gli aspetti della società odierna, in primo luogo al mondo del lavoro e ad un’istruzione di qualità. Siamo convinti che questa sia la direzione verso cui vuole andare l’Italia».