20 novembre 2019
Aggiornato 06:30
intelligenza artificiale

Guida autonoma, c'è un codice della morte nell'algoritmo

L'algoritmo salva i pedoni. L'auto è programmata per sterzare in caso di attraversamento improvviso di pedoni e, potenzialmente, uccidere chi si trova a bordo dell'auto

Auto a guida autonoma
Auto a guida autonoma Shutterstock

ROMA - Una società che cambia e devota all’innovazione si pone anche nuovi quesiti. Quesiti che, spesso, quando si parla di intelligenza artificiale, sono soprattutto di carattere etico. Qui, però, il punto è un altro. Già, perchè le auto senza pilota, potrebbero ucciderlo, il pilota. Gioco di parole a parte, il tutto sarebbe emerso a seguito di uno studio di un gruppo di ricercatori della Toulouse School of Economics, il quale avrebbe fatto luce su un algoritmo installato, appunto, sulle auto a guida autonoma.

Algoritmo programmato per salvare i pedoni
L’algoritmo in questione è formulato in modo tale che le auto senza pilota sono programmate per uccidere il pilota nel caso in cui l’automobile si veda spuntare davanti un pedone. L’intelligenza artificiale è, quindi, programmata per schivare il pedone: in questo caso l’auto sterzerebbe all’improvviso con il rischio di ferire gravemente, se non uccidere nei casi più gravi, le persone a bordo del veicolo e, potenzialmente, anche altre persone ai lati della carreggiata. L’obiettivo dell’automobile, di fatto, resta quello di salvare comunque la persona a piedi. Un bel grattacapo per produttori e autorità competenti che si stanno dibattendo e scervellando anche per partorire una normativa che possa prevedere cosa succede in caso di incidenti che coinvolgono veicoli a guida autonoma.

Chi compra un auto programmata per uccidere il conducente?
Detto ciò, voi comprereste un’auto a guida autonoma se sapeste che potrebbe uccidere i passeggeri in caso di attraversamento improvviso di pedoni? La risposta non è delle più scontate. L’interrogativo è stato oggetto di uno studio condotto proprio dai ricercatori di Toulouse ed è stato posto a una serie di intervistati ai quali sono stati proposti diversi scenari davvero raccapriccianti. Risultato? Tutti si sono detti disponibili a sacrificare la vita del conducente per salvare il gruppo, a patto di non trovarsi loro stessi al volante. Insomma, ci sta il concetto di base per cui l’auto sia programmata per ridurre il numero potenziale di feriti o vittime durante un incidente, a condizione di non trovarsi in auto. Il che pone un altro aspetto fondamentale: nessuno comprerebbe mai una macchina programmata per ucciderci, sia pure per raggiungere un bene superiore, cioè la salvaguardia del gruppo. Sul tema si è anche espresso il MIT Technology Review che pone un nuovo dilemma. "Se poche persone acquistano automobili senza pilota perché programmate per sacrificare i loro proprietari, poi sempre più persone rischieranno di morire perché le auto normali hanno molti più incidenti di quelle a guida autonoma".  Insomma, siamo di fronte a discorsi davvero complessi, un cane che si morde la coda. La cosa certa è che la produzione e i test vanno avanti. E voi? Vi fidereste?