25 marzo 2019
Aggiornato 00:30
calcola il rischio automazione

Robot, i lavori a rischio automazione

Lo studio prende in considerazione i principali settori di impiego e per ognuno ne ha calcolato il “rischio di automazione”, ovvero qual è la probabilità percentuale che questo possa essere affidato ad una controparte robotica, da qui ai prossimi venti anni

Rischio automazione
Rischio automazione Adobe Stock

ROMA - Gli italiani ne sono decisamente preoccupati: l’innovazione tecnologica distruggerà innumerevoli posti di lavoro. La sfida ormai è aperta: da una parte l’uomo, dall’altra la macchina e la sempre più concreta possibilità che la macchina possa impossessarsi della nostra scrivania a cui tanto teniamo oppure della nostra posizione sociale. Tra chi sostiene che l’innovazione produrrà lavori diversi e che ci dovremmo soltanto muovere con essa e chi, invece, alza barricate contro l’automazione, uno studio della Oxford University and Deloitte ha analizzato il rischio delle persone di essere licenziate in favore di un robot entro i prossimi 20 anni. Geniale, no?

I robot ci ruberanno il lavoro?
Il lavoro degli studiosi ha preso in considerazione i principali settori di impiego e per ognuno ne ha calcolato il «rischio di automazione», ovvero qual è la probabilità percentuale che questo possa essere affidato ad una controparte robotica, da qui ai prossimi venti anni. Come facile da intuire ci sono settori che sono potenzialmente più a rischio di altri. Occupazioni che coinvolgono le attività che richiedono un elevato grado di capacità di intelligente e di negoziazione sociale, come posizioni manageriali, sono molto meno a rischio automazione, così come gli assistenti sociali, gli artisti e gli infermieri (anche se in questo ultimo caso è stato appena presentato a Pisa un robot «badante» che potrebbe sostituirne le funzioni più basilari). Al contrario, lavori legati al mondo delle vendite, del telemarketing e impiegati di banca sono più soggetti ad automazione in quanto le attività non hanno bisogno di un alto grado di intelligenza sociale. Con l’avanzare della tecnologia i robot stanno diventando sempre più capaci di agire a livello tattile, di riconoscere gli oggetti che afferrano e sono capaci anche di assemblarli: in questa ottica è possibile che le professioni strettamente manuali possano scomparire, anche se - secondo lo studio - questo potrebbe avvenire molto più lentamente. Le macchine stanno già cominciando ad assumere un certo numero di compiti svolti da professionisti legali mediante la scansione dei documenti: il mero ruolo della segretaria è, infatti, una delle professioni più a rischio automazione.

I lavori a rischio automazione
In linea di massima i lavori che hanno un alto rischio automazione sono il venditore telefonico con il (99% di rischio), il dattilografo (98,5%), segretari di studi legali (97,6%), manager finanziari (97,6%), gli impiegati per la gestione delle pensioni (97%). A sorpresa, le professioni meno a rischio automazione sono il proprietario di alloggi o servizi di accomodazione, il manager di locali (0,4%) e l’istruttore scolastico. Trovate la lista completa e un simpatico modo di accedere ai risultati dello studio (in inglese) sulle pagine di BBC.com, dove è stata realizzata un’infografica interattiva che vi permette anche di verificare quale sia il vostro rischio di automazione. Noi l’abbiamo provato: siamo all’8% di rischio automazione. Non ci faremo sostituire dalle macchine noi giornalisti. E voi?

La top ten dei lavori a rischio automazione
La top ten dei lavori a rischio automazione (Credits photo courtesy of BBC.com)