19 luglio 2019
Aggiornato 01:30
unicorni

Le startup dell'Europa guadagnano di più di quelle dell'America

Nel giorno del Brexit una panoramica sulle startup europee: secondo il report della società di consulenza inglese GP Bullhound le startup del vecchio continente guadagnano di più di quelle americane

ROMA - Nel giorno che segna l’uscita della capitale britannica dall’Unione Europea, vale la pena - secondo noi - fare il punto su un recente report della società di consulenza inglese GP Bullhound: le startup europee guadagnano di più di quelle americane.

Quanto guadagnano le startup europee
Non che la Silicon Valley sia da dimenticare o da sottovalutare, del resto continua a essere il polo più attrattivo per sviluppare il proprio business. Solo che - secondo lo studio che si focalizza sui cosiddetti «unicorni» - le startup europee registrano ricavi medi per 315 milioni di dollari, quasi il triplo dei 129 milioni generati in media da quelle americane. In poche parole, anche se meno società in Europa diventano unicorni (10 contro le 30 americane), queste vengono valutate 18 volte i ricavi che producono. Per quelle americane, invece, il multiplo applicato è di 46. Ma perché? Secondo lo studio è una questione di realismo e di possibilità. Da una parte la mancanza di capitale idoneo a creare colossi come Facebook o Amazon, dall’altra una quantità di investimento che permette all’Europa di essere decisamente più profittevole. Il 60% degli unicorni europei ha infatti chiuso il bilancio in attivo (tra questi JustEat, Skyscanner, Vente-Privee, Zalando e l’italiana Yoox).

Strategie di acquisizione
Di fatto, in Europa, ci sono 47 unicorni, il continente ha dimostrato che può produrre tecnologia con valutazioni significative e che le aziende possono competere con i migliori, in qualsiasi parte del mondo. Una chiara tendenza nella strategia di crescita è l’acquisizione di altre società o la partnership.  Oltre l'80 per cento di unicorni hanno acquisito altre aziende nella loro durata di vita. Questo può portare ad allacciare nuove conoscenze e ad avere competenze in nuovi mercati, una nuova tecnologia e una base clienti locale. Si tratta di un chiaro metodo che le startup europee hanno per raggiungere per l'espansione e il miliardo di valutazione.

Gli unicorni e gli investimenti in Europa
La tendenza al realismo si denota anche in quanto tempo le startup diventano unicorni in Europa: circa 8 anni. Il che significa da un lato che i fondatori effettuano dei ragionamenti e dei piani di lungo periodo, dall’altro che gli investitori sono decisamente più parsimoniosi. Il round di finanziamento medio è di 260 milioni, meno della metà rispetto ai 558 milioni raccolti in media dalle omologhe statunitensi. I settori che attirano i maggiori investimenti, poi, vanno dal software (26%) all’eCommerce (19%), dal marketplace (19%) al fintech (13%) e gamimg (13%). Insomma, l’Europa sta dimostrando negli ultimi anni di non essere seconda a nessuno, forse anche un po’ grazie alle politiche dell’UE. I trend saranno destinati a cambiare con l’uscita della Gran Bretagna?