25 febbraio 2024
Aggiornato 05:30
tech and wearables

SkinTrack e l'avambraccio diventa touch per lo smartwatch

Lo SkinTrack permette di ampliare l'area di interazione presente sugli smartwatch. In questo modo l'avambraccio diventa un vero e proprio mouse e un'anello manda i segnali all'orologio intelligente

PITTSBURGH - Pensate a come sarebbe poter trasmettere i vostri movimenti del dito sulla pelle direttamente sul vostro smartwatch, come se il polpastrello di destreggiasse sul display. Invece è appoggiato sul vostro avambraccio. Cosa dell’altro mondo? No, è la nuova frontiera degli smartwatch, un mercato in continua evoluzione che si appresta a raggiungere i 17 miliardi di dollari di ricavi entro il 2019.

Lo SkinTrack
L’idea arriva da un team di studiosi della Carnegie Mellon University di Pittsburgh che hanno inventato un sistema completamente innovativo per estendere il raggio d’azione del «touch» anche alla pelle circostante lo smartwatch, il cosiddetto SkinTrack. Ma come funziona? Per prima cosa lo smartwatch da solo non basta: è necessario indossare un anello nell’altra mano, quella che si muoverà sull’avambraccio. Quando viene toccata una parte del braccio, questo anello invia un segnale elettrico a bassa intensità ai quattro ricevitori posti nel cinturino dello smartwatch, corrispondenti - per essere precisi - alle ore 3,6,9 e 12 del quadrante classico. I sensori hanno il compito di tradurre i tocchi del polpastrello sulla pelle in una posizione reale del touch sul display dell’orologio.

Ambiti di applicazione
L’idea dello SkinTrack parte dell’esigenza di ampliare l’area di interazione presente sugli smartwatch, strumenti dal display veramente striminzito, che si rimpicciolisce ancora di più quando la si utilizza. Di fatto lo SkinTrack potrebbe servire per avviare le applicazioni, digitare sulla tastiera e giocare, avendo una visuale più libera e non istruita dalla propria mano. Il margine di errore del segnale inviato dall’anello ai sensori dell’orologio è davvero molto basso, sui 7,6 millimetri. Ora, tuttavia, prima di approdare sul mercato bisognerà risolvere alcuni problemi. Il metodo di ricarica dell’anello: la trasmissione dei segnali, infatti, richiede particolare energia ed è impensabile che l’oggetto funzioni in modalità passiva. Altro aspetto da considerare è la possibilità che tatuaggi o sudore possano in qualche modo compromettere o limitare la rilevazione del segnale sulla pelle e, non ultimi, eventuali problemi legati alla salute delle persone. Malgrado i ragazzi di Carnegie confermino che la tecnologia è sicura, stiamo parlando di un dispositivo ancora piuttosto lontano dal mercato.

Il mercato degli smartwatch
Secondo le previsioni - e gli analisti di Gartner -  i ricavi generati unicamente dagli smartwatch raggiungeranno i 11,5 miliardi di dollari nel 2016, con 50 milioni di pezzi venduti su scala globale. E sono proprio gli orologi intelligenti a registrare il comparto più interessante, con 17,5 miliardi di ricavi stimati al 2019. Un mercato che cresce a livello esponenziale e dove noi italiani ci siamo aggiudicati il mercato europeo come consumatori. In Italia, il 10,3% possiede uno smartwatch. Un primato che precede addirittura la Gran Bretagna, la Germania e la Francia. Quanto ai dispositivi, a essere in pole position sono i bracciali di Fitbit.