21 novembre 2019
Aggiornato 14:00
manipolazione dati

Cos'è Panama Papers e perché la divulgazione dei dati in rete è inarrestabile

Maurizio Mensi: «Anche in questa situazione emerge come nulla sia ormai veramente al sicuro e protetto da occhi indiscreti»

Cos'è Panama Papers
Cos'è Panama Papers Shutterstock

ROMA - Il caso Panama Papers, legato alla diffusione di milioni di documenti che svelerebbero l'esistenza di fondi offshore posseduti anche dalle élite mondiali "dimostra che la divulgazione dei dati on-line è inarrestabile». A dirlo è Maurizio Mensi, avvocato e professore ordinario di Diritto dell'economia alla Sna, la Scuola Nazionale dell'Amministrazione, docente di Diritto dell'informazione e della comunicazione alla Luiss di Roma e autore del recente "Il diritto del web".

Manipolate le elezioni in Messico
Al di là delle conseguenze giudiziarie e degli aspetti giornalistici, rileva Mensi, "anche in questa situazione emerge come nulla sia ormai veramente al sicuro e protetto da occhi indiscreti. Ciò si è appurato anche in un altro episodio reso noto in questi giorni, seppur con minore clamore: quello dell'hacker colombiano che sostiene di aver condizionato i risultati delle elezioni in Messico nel 2012 e alterato il dibattito politico in vari Paesi dell'America latina manipolando social media, clonando pagine web, spiando e creando migliaia di falsi profili Facebook e Twitter".

Proteggere i nostri dati sensibili
Un quadro, sottolinea il docente, "davvero inquietante, che riguarda addirittura meccanismi consolidati del sistema democratico, dalla formazione del consenso alla manipolazione dell'opinione pubblica. Nulla si sottrae al rischio e ai pericoli di un attacco che può assumere le forme subdole della manipolazione per via digitale da parte di un singolo o di gruppi organizzati, per i fini più disparati. Ciò dimostra lo straordinario potere dei dati, o meglio di chi li controlla, li analizza e vi accede, lecitamente o meno. Che tutto ciò sia vero, in realtà, importa poco. La cosa è del tutto verosimile, e non può non preoccuparci. Proteggere i nostri dati e tutelarci dal loro indebito utilizzo diventa a questo punto la prima, fondamentale regola per salvaguardare la nostra vita".

Cosa sono i Panama Papers
La più grande rivelazione digitale mai avvenuta fino ad ora. Una mole di teak, 11 milioni di file e 2,6 terabyte di informazioni che rivelano operazioni fiscali che vanno dal 1977 al 2015. L’inchiesta è stata condotta dall’International Consortium of Investigative Journalism  e parla di paradisi fiscali, società e fondazioni e, soprattutto, clienti che hanno un nome: Leo Messi, persone vicine a Vladimir Putin e molti altri. Per l’Italia è il quotidiano Espresso ad avere l’esclusiva sulla vicenda e nell’archivio incriminato - secondo il quotidiano - i compaesani sarebbero ben 800 (tra questi Luca Cordero di Montezemolo, Giuseppe Donaldo Nicosia e l’ex pilota di F1 Jarno Trulli). Panama Pampers è quindi un’inchiesta planetaria che sia rivelando il modus operandi dell’azienda panamense che offre servizi su scala globale. Uno dei più grandi teak della storia, comparabile quasi ai documenti del Datagate di Edward Snowden nel 2013.