21 settembre 2020
Aggiornato 18:00
Arte

Lanzarote, inaugurato il primo museo sott'acqua

Decine e decine di statue umane rappresentanti scene di vita quotidiana. Obiettivo? Sensibilizzare l'umanità a prendere coscienza di come sta contaminando il mondo della fauna e della flora marina.

LANZAROTE - Andare a vedere un museo sott’acqua. Da oggi è possibile a Lanzarote, nell’arcipelago delle isole Canarie (Oceano Atlantico) dove alla profondità di 10-15 metri è stato allestito un vero e proprio museo marino, già aperto al pubblico «subacqueo», ma che sarà di fatto completato solo nel 2017.

Un museo sul fondale di Lanzarote
Ad avere l’idea l’artista inglese Jason deCaires Taylor con l’obiettivo, in particolare, di sensibilizzare la popolazione sui problemi che fauna e flora marina stanno affrontando specie negli ultimi decenni a causa delle contaminazioni umane. L’idea dell’artista è stata, infatti, quella di riprodurre scene di vita quotidiana dell’esemplare umano attraverso un particolare cemento ecologico. Le statue rappresentano quindi scene tipiche della vita umana, ma anche più complesse come il Rubiconde, che coinvolge 35 figure umane che camminano sotto le onde. Una marcia silenziosa, ma che vuole esprimere e trasmettere anche una presa di coscienza nei confronti di una delle problematiche che dovrebbero starci più a cuore, soprattutto per le generazioni future. La presenza di un cemento di fatto ecologico ha fatto sì, peraltro, che fauna e flora accettassero immediatamente le statue umane: alghe e pesci hanno, infatti, colonizzato i nuovi ospiti rendendo meno «estranea» e più familiare l’intera installazione artistica.

Opere di coscienza e di sensibilizzazione
Nelle profondità marine dell’isola di Lanzarote anche un monumento di accusa e denuncia chiamata la «La zattera di Lampedusa» un’opera creata sullo spunto de «La zattera di Medusa» quadro francese che racconta il naufragio della fregata francese Méduse nel 1816. Nel caso più attuale, l’artista Jason ha voluto focalizzare l’attenzione su una delle tante piaghe dei giorni nostri, ossia la migrazione. Non con un occhio critico ai migranti, né come lapide per il ricordo di questi, ma per ricordare alle Nazioni che offrono l’accoglienza la grande responsabilità che hanno nei confronti di queste persone. Insomma, un museo che vale la pena vedere, a patto di dotarsi di tuta da sub. Quanto al fondale di Lanzarote, è stato scelto proprio perché la zona in esame è completamente riparata dalle correnti fredde. In più il fondale è sabbioso, poco profondo e piatto: l’acqua è dotata di una perfetta trasparenza. E, cosa più importante, il 2% dei profitti sarà destinato alla ricerca e sviluppo delle specie e dei fondali marini del territorio. Che aspettate a partire?