26 maggio 2020
Aggiornato 14:30
green food

Wefood, il primo supermercato di prodotti scaduti (ma ancora buoni)

I prodotti sono scaduti, ma ancora consumabili e hanno sconti che vanno fino al 50 per cento sul prezzo iniziale

COPENAGHEN - Quando il cibo «scaduto» diventa una risorsa, anziché finire nella pattumiera. E’ questo l’obiettivo dei fondatori di Wefood, il primo supermercato che vede in cibo in eccedenza, quello che sull’etichetta ha la data di scadenza ormai passata, ma che in realtà rispetta ancora tutti i criteri sanitari per essere messo in commercio e consumato. Neanche a dirlo i prezzi sono più bassi e lo sconto raggiunge anche il 50% sul prezzo di partenza. Obiettivo? Ridurre i rifiuti e combattere lo spreco alimentare.

Il primo supermercato contro lo spreco
I clienti non sono solo quelli che hanno redditi bassi, spiega l’organizzazione non governativa che ha fondato il supermarket, la Folkekirkens Nødhjælp. Anche perché l’obiettivo è quello di ridurre i rifiuti: se poi si aiutano anche le fasce più deboli, tutto di guadagnato. Si stima, infatti, che ogni giorno, in tutto il mondo si producano 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti alimentari: uno spreco che non ha paragoni. Ad essere gettati nella spazzatura con maggiore frequenza sono i prodotti in fondo alla filiera alimentare e quindi nelle nostre case. Nei grandi supermercati ad avere la peggio sono frutta e verdura brutta da vedere o ammaccata. L’iniziativa ha riscosso il sostegno del ministro danese dell’Ambiente, Eva Kjer Hansen: «È ridicolo che il cibo che esce dalla filiera per questi motivi venga buttato via. È un male per l’ambiente, e un modo per buttare via il denaro impiegato nella produzione».

Il progetto Family Bag
Solo poche settimane fa, in Italia è partito il progetto Family Bag che si propone di rivoluzionare le abitudini degli italiani al ristorante minimizzando gli sprechi alimentari. Presso il circuito di ristoratori aderenti, sarà infatti possibile richiedere una Family Bag per trasportare le pietanze avanzate, adottando un comportamento anti-spreco e, allo stesso tempo, ricevendo un contenitore dall’estetica curata realizzato nei diversi materiali di imballaggio – acciaio, alluminio, carta, legno e plastica. I consumatori potranno quindi comportarsi in maniera virtuosa, gustandosi anche a casa la cucina del ristorante. Perché non sprecare sia il nuovo stile di vita degli italiani. Poco lontano da noi, proprio dietro le nostre Alpi, sprecare il cibo è un reato. Il 3 febbraio è, infatti, entrata in vigore la legge che regolamenta e punisce il «gaspillage alimentare», ovvero lo spreco di prodotti ancora commestibili. A fronte di quelli che in Italia sono 8,4 miliardi di euro di generi alimentari gettati senza ritegno nella pattumiera, la Francia mette le mani avanti e punta dritto ai supermercati, imponendo una lista di buoni comportamenti. Particolarmente interessante nella legge è l’obbligo a stipulare convenzioni con enti benefici per donare ciò che rimane invenduto negli scaffali del market.

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