18 giugno 2021
Aggiornato 17:00
agricoltura spaziale

Zinnie spaziali, a San Valentino raccolti i fiori sbocciati in orbita

Le zinnie cresciute in condizioni di microgravità sono state sottoposte a fattori di stress ignoti alle loro corrispettive terricole. Saranno confrontati con quelli nati nella serra terrestre Nasa

ROMA - Fiori direttamente dallo spazio e niente meno che nella giornata degli innamorati. Sbocciate a metà gennaio sulla Stazione spaziale internazionale, le zinnie coltivate in microgravità sono state raccolte nel giorno di San Valentino da Scott Kelly, l'astro-giardiniere che si è occupato delle piantine nell'ambito dell'esperimento Veggie della Nasa. L'11 febbraio la stessa operazione è stata fatta a terra, nei laboratori del Kennedy Space Center della NASA con le zinnie fiorite nella 'versione terrestre' della facility Veggie. Il raccolto - si legge sul sito dell'Agenzia spaziale italiana - è stato effettuato dopo tre mesi circa dall'avvio delle coltivazioni avvenuto il 13 novembre scorso, sia a Terra che in orbita.

Fiori spaziali
L'esperimento entra ora in una nuova fase che prevede la comparazione tra i fiori sbocciati nello spazio e quelli che si sono dischiusi sulla Terra per verificare la differenze nei processi vitali delle piante. Le zinnie cresciute in condizioni di microgravità sono state sottoposte a fattori di stress ignoti alle loro corrispettive terricole e hanno sviluppato muffe e funghi che si temeva potessero compromettere l'esito dell'esperimento. Nonostante le difficoltà, le cure prodigate da Scott Kelly, assistito dal 'ground team' di Veggie, hanno consentito alle zinnie di fiorire e ai ricercatori di raggiungere un importante traguardo scientifico. La coltivazione di piante da fiore apre le porte a futuri scenari 'agricoli' in orbita, in vista di missioni nello spazio profondo e viaggi verso Marte. Dedicarsi al giardinaggio, poi, contribuisce al benessere degli astronauti anche da un punto di vista psicologico, soprattutto per chi come Kelly è impegnato in missioni di lunga durata (un anno sulla Iss). Ed è stato proprio questo coinvolgimento che ha portato Kelly a raccontare, sul suo profilo Twitter, il momento della raccolta con un certo rammarico. "Ho curato i fiori spaziali fino in fondo sino a oggi e ora restano solo ricordi", ha twittato l'astronauta.

La lattuga e la verga spaziali
I fiori raccolti nel laboratorio del KSC sono stati sottoposti a tre tipologie di trattamento per la loro conservazione. Quelli delle piante più vecchie sono stati tagliati per i loro semi e sono stati essiccati all'aria, a temperatura ambiente, per consentire ai semi di essere testati per la germinazione e la potenziale ricrescita. Altre corolle invece sono state congelate ad una temperatura di -80°C per test microbici, mentre un terzo gruppo è stato semplicemente pressato. Tutti i componenti del letto di coltura sono stati immagazzinati a -80°C per successive analisi. Stesse modalità di conservazione per le zinnie spaziali e il loro sistema di coltivazione che, in una prossima missione di rifornimento, verranno inviati sulla Terra. Le attività di giardinaggio sulla Iss non si fermano qui. Una nuova versione di Veggie, designata Veg-03, è in preparazione con due tipi di ortaggi: di nuovo la lattuga rossa romana e la Tokyo Bekana, una particolare varietà di verza cinese.