20 agosto 2019
Aggiornato 07:00
La posizione di Google

«Non siamo i padroni del web»

Google ha respinto al mittente le accuse di abuso di posizione dominante su ricerche e indicizzazione delle pagine internet. E lo ha fatto contestando alla base queste accuse: affermando di non godere di quel potere di controllo sulla rete che molti le attribuiscono. A cominciare dal magnate dei media Rupert Murdoch.

NEW YORK - Google ha respinto al mittente le accuse di abuso di posizione dominante su ricerche e indicizzazione delle pagine internet. E lo ha fatto contestando alla base queste accuse: affermando di non godere di quel potere di controllo sulla rete che molti le attribuiscono. A cominciare dal magnate dei media Rupert Murdoch.

ABBIAMO UN SACCO DI CONCORRENZA - Tramite l'amministratore delegato della sua società, l'editore australiano aveva avanzato una serie di rilievi in una lettera indirizzata al commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia. La società di Mountain View, in California, ha replicato punto per punto sul suo blog, con un post firmato da Rachel Whetstone, vicepresidente responsabile di Comunicazioni e norme aziendali.
Il tutto mentre sta portando avanti una difficile trattativa proprio con l'Antitrust comunitario, accompagnata da crescenti pressioni in vari paesi tra cui di recente la Germania.
«Ovviamente siamo molto popolari in Europa, ma non siamo quel guardiano del web come alcuni ci dipingono. Sulle ricerche Google ha un sacco di concorrenza - afferma la società - : da Amazon sui prodotti, da Expedia e Kayak sui voli, da Yelp e TripAdvisor sulle informazioni locali».

500 CAMBIAMENTI ALL'ANNO - E sul mistero che circonda i suoi algoritmi di calcolo, e che custodisce gelosamente, Google puntualizza che in media ogni anno apporta 500 cambiamenti alle formule. Ma contesta che queste modifiche siano dirette a danneggiare questa o quella società, specialmente se piccole: «servono solo a migliorare l'esperienza di utilizzo».
Quanto alla capacità di determinare le sorti dei quotidiani, in base alle indicizzazioni delle loro pagine internet, «abbiamo lavorato duramente per spiegare agli editori come ottenere successo online, sia nel trovare nuovo pubblico sia nell'aumentare i ricavi dal web», ha detto ancora Google.