20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Stati Uniti

Ecco come l'FBI «spiava» siti internazionali

L'FBI si sarebbe servito delle informazioni rubate da pirati informatici per spiare migliaia di siti internazionali, inclusi quelli dei governi dell'Iran, della Siria, del Brasile e del Pakistan.

NEW YORK - L'Fbi si sarebbe servito delle informazioni rubate da pirati informatici per spiare migliaia di siti internazionali, inclusi quelli dei governi dell'Iran, della Siria, del Brasile e del Pakistan. Dietro alle operazioni c'è l'hacker di Anonymous Sabu - Hector Xavier Monsegur - arrestato nel 2012 dalla polizia federale con l'accusa di essere entrato nei siti di PayPal e MasterCard. A quel punto il pirata avrebbe iniziato a collaborare con l'Fbi per identificare altri hacker ma anche per rubare dati da server stranieri (da informazioni bancarie a password) e poi caricarli su un portale conosciuto per essere monitorato dalle autorità americane.

Come riporta il New York Times, le rivelazioni sono contenute in documenti depositati in un tribunale federale di New York che fanno riferimento al processo di Monsegur. Le carte tuttavia non rivelano se l'Fbi abbia ordinato direttamente gli attacchi, ma mettono in luce come gli Stati Uniti si siano serviti di pirati informatici per rubare informazioni all'estero e controllare i governi stranieri.

COINVOLTI 2.000 DOMINI INTERNET - Secondo quanto rivelato ai giudici da Monsegur lo spionaggio avrebbe coinvolto oltre 2.000 domini Internet. Non solo. L'hacker avrebbe diretto altri pirati indicando loro quali siti colpire: tra questi sono citati quelli del governo iraniano, della Nigeria, del Pakistan, del Brasile e molti altri come l'ambasciata polacca nel Regno Unito e il ministero dell'Elettricità dell'Iraq.

La campagna di attacchi mostra come le autorità degli Stati Uniti si siano servite di buchi nella sicurezza del Web - come è successo di recente con il bug Heartbleed - per scopi d'intelligence. Nelle carte del tribunale si dichiara che Monsegur avrebbe chiesto ad altri pirati di caricare i dati recuperati su un server da lui controllato.

Tra gli atti depositati ci sono molti esempi, tra questi un passaggio fa riferimento alla Siria. «L'Fbi ha approfittato di hacker che volevano aiutare la popolazione siriana contro il regime di Assad fornendo inconsapevolmente al governo americano accesso al sistema siriano». Sia l'Fbi che il legale di Monsegur non hanno voluto commentare quanto rivelato dal quotidiano di New York.